UFO O USO A RIPOSTO ?
di GIUSA SALVATORE
NEL 1982 UN EVENTO UFOLOGICO ATTIRO L'ATTENZIONE
DI OLTRE 100 TESTIMONI. LA SCIENZA: SI TRATTA DEI COSIDETTI RPV (REMOTELY PILOTED
VEHICLES)
Fantasia e scienza vanno poco d'accordo, anzi per nulla.
Nella prima la "fantasia" porta la mente ad essere libera e crea ciò'
che vuole: anche l'illogico, l'irrazionale e perfino l'impossibile. La seconda
la "scienza" si basa sui metodi assolutamente rigorosi dell'osservazione
e della sperimentazione e nella realta' delle formule conosciute. E' fantasia
che oltre 100 persone dichiararono di vedere un UFO uscire fuori dal mare? Primi
di luglio del 1982, a Riposto in provincia di Catania, un paese che si affaccia
sul mar Jonio di circa 15.000 abitanti; alcune persone decidono di trascorrere
un po' di tempo passeggiando lungo il porto dello stesso paese. Verso le ore
21:00 notano con molto stupore una forte luce che stava per uscire dallo specchio
d'acqua antistante il porto. Passato qualche secondo vedono un oggetto metallico
di forma circolare come un piatto capovolto. Secondo la "fantasia dei testimoni"
l'oggetto aveva un diametro di 4 metri ed emetteva un ronzio particolare. Passato
qualche minuto l'oggetto raggiunta l'altezza di 6-7 metri sul livello del mare
si inclina sul proprio asse di qualche grado, e con un'accelerazione fulminea
si dirige in direziono di Messina cioè verso nord e scompare dalla vista
dei testimoni. Come spiega la scienza l'accaduto? Il 15 Aprile 1984 veniva pubblicato
un articolo sul quotidiano "LA SICILIA" firmato dal giornalista Marcello
Coppetti che faceva il punto della situazione. Egli scriveva quanto segue: eppure
di presunti USO (unidentified submarine objects), come ben sanno gli addetti
ai lavori, se ne parla almeno dall'inizio degli anni settanta. Allora, come
mai questa cortina di silenzio sugli USO, cosi simile a quella che, a partire
dal 1947, riguardò gli UFO? E' noto che dal 1978 è stata avanzata
l'ipotesi che molti avvistamenti di presunti UFO, possano essere «veicoli
pilotati a distanza» (Remotely piloted vehicles :RPV) per la ricognizione
aerea fotografica, televisiva, ai raggi infrarossi e laser, senza pilota. Solo
da un paio d'anni però si è cominciato a parlare di RPV sui quotidiani,
come quando venivano abbattuti, com'è accaduto il 22 maggio 1981 per
due RPV israeliani da parte della contraerea missilistica siriana. Con gli RPV,
tuttavia, non si è risolto il mistero degli UFO. Conoscendone architettura
e comportamento in volo è stato possibile identificare in molti presunti
UFO questi veicoli pilotati a distanza. Dal 1979 il «National Oceanie
and atmosferic administration» ha messo in circolazione a disposizione
degli studiosi una pubblicazione dell'«0ffice ofocean engineering»
intitolata: Remotely operated vehicles (ROV) cioè veicoli operativi guidati
a distanza. Basta guardare le foto di questi veicoli, leggere le caratteristiche,
riflettere sul loro comportamento in ambiente marino, per capire che i ROV sono
responsabili di molti avvistamenti di presunti USO nel mare. Ma anche qui vale
la considerazione fatta per gli RPV. Nonostante si conoscano oggi i ROV essi
non risolvono «in toto» il fenomeno USO nel più vasto filone
del fenomeno ufologico. La pubblicazione è stata finanziata con un contratto
governativo (Under contract no. 03.78.G03.0136) e contiene la descrizione di
soli quattro tipi di ROV:
- filoguidati
- guidati via radio
- via tv
- rimorchiati da una nave.
Le varie industrie che costruiscono ROV (tre sono italiane) si trovano in Canada,
Francia, Inghilterra, Italia, USA, Finlandia, Irlanda, Giappone, Olanda, Norvegia,
Svezia, URSS e Repubblica Federale Tedesca. Un 'appendice descrive le prestazioni
dei quattro ROV. Molte di queste prestazioni sono coperte dalla motivazione:
Informazione non conosciuta, significa che è segreta. Interessante è
rilevare che le architetture di molti modelli delle quattro specie di ROV sono
come gli RPV, a siluro, disco, sfera, uovo, cilindro. Si legge anche che, parallelamente
alla costruzione di ROV per il settore industriale (estrazione di «carote»
da fondali per cercare petrolio o minerali pregiati), vennero studiate applicazioni
militari di questi veicoli che ebbero grande sviluppo negli Anni Sessanta per
il settore informativo e controinformativo; per la ricerca, identificazione,
localizzazione di ROV avversari, per la posa di sensori elettronici e di mine,
per la rottura di reti metalliche a protezione di basi marine. I ROV possono
uscire da speciali bocche situate nella parte immersa di navi o essere trasportati
fino al limite delle acque intemazionali da sottomarini, sganciati e pilotati
via radio o tv dal sottomarino o da aerei in volo al limite dello spazio aereo
consentito. Questo è tutto, a voi le conclusioni.