AVVISTAMENTO A GELA
Ci giunge dal nostro collaboratore di Gela questa segnalazione:
Mercoledì 24 maggio 2000 ore 23:56 circa
Come ogni sera tra le 22:30 e le 24:00 mentre
facevo passeggiare per l' ultima volta nel giorno la mia cagnetta , trovandomi
sotto la mia abitazione , all'incirca all'ora sopracitata ho notato nello
specchio di cielo in mia visuale , un fenomeno strano. Ad un tratto ho
visto come una grossa sfera luminosa di colore verde chiaro con grossi
bordi biancastri che ad altissima velocità ha tagliato lo spazio
di cielo da est ad ovest in linea orizzontale, senza emettere alcun rumore
e lasciandosi dietro di se' una scia luminosa bianca e nello stesso tempo
illuminando di bianco la stessa porzione di cielo per pochi secondi! Tutto
il fenomeno è durato una manciata di secondi che non ho avuto il
tempo per stimare il presunto oggetto o sfera luminosa .
Emanuele Cosentino
Collaboratore C.U.N. Sicilia e Nazionale
A commento di questa comunicazione possiamo aggiungere che il fenomeno è stato probabilmente causato da un bolide come confermano anche altre segnalazioni giunte da varie zone. Vi riporto da Ufotel 265:
Intorno alle ore 23,45 di mercoledi' 24 maggio,
numerose persone in varie localita' dell'Italia centro-meridionale
hanno osservato il passaggio in cielo di una forte luce, causata da un
fenomeno bolidare. Alcuni giovani che si trovavano in auto in una pineta
vicino a Marsala
(Trapani) hanno visto l'ambiente circostante
illuminarsi di una luce blu ed alzando gli occhi hanno visto che
la luce proveniva da una forma sferica che ha attraversato il cielo in
direzione ovest in una decina di secondi, senza lasciare scia [segnalazione
di un testimone al CISU]. Altre osservazioni sono state raccolte dalla
Toscana e dalla Sardegna, oltre che da Messina, con particolari leggermente
diversi circa il colore, la direzione, la presenza di una scia e perfino
di un suono all'inizio dell'osservazione ["Ufoitalia", "it.discussioni.astronomia"
e
"it.discussioni.ufo", 25 maggio; collaborazione
di Roberto Labanti].
Altre segnalazioni analoghe ci sono giunte da Catania.
Aggiungiamo inoltre che in genere il periodo
estivo (unitamente al fatto che si trascorre molto tempo all'aperto nelle
ore notturne) è molto ricco di sciami meteorici che possono di tanto
in tanto dare adito a segnalazioni di bolidi scambiati per oggetti "strani".
Anzi per quelli più luminosi (oltre -7) si può contattare
la sezione meteore dell'UAI all'indirizzo e-mail stom@iol.it
perchè in questi casi è più probabile la cadutta
in terra di meteoriti.
Dal Filer's Files 21:
IL PRIMO AVVISTAMENTO IN ASSOLUTO DI UFO NEL 1947 IN AUSTRALIA
Era una fredda notte del 1947 e nella nostra
piccola città australiana le luci delle strade si erano spente.
Erano circa le 21:15 ed io, insieme ad un mio compagno di scuola, ero diretto
in bicicletta verso casa. Improvvisamente il luogo dove ci trovavamo fu
inondato da una forte luce che illuminò tutto a giorno. Scorgemmo
con terrore, proprio sopra le nostre teste, un grosso oggetto gelatinoso
a forma di pesce. Ebbi l’impressione che non potesse atterrare a causa
della linea elettrica o forse perchè era troppo grande per posarsi
lì in mezzo ai negozi!
Siamo rimasti a guardare stupefatti per circa
tre minuti. Si trovava all’altezza di un lampione e potevo avere una chiara
visione dell’intero oggetto e di ciò che viera dentro. Si vedevano
diverse luci dal disotto come una dozzina di torce puntate verso di noi
e nell’ambiente intorno. Pian piano si diresse verso l’alto sembrando sempre
più piccolo fino alle dimensioni di un pallone da football. Cambiò
direzione verso un luogo chiamato Dookie College. Tornammo a casa con le
nostre bici e per molti anni non ne parlammo con nessuno, nemmeno con i
nostri genitori. Fu solo diversi mesi dopo che la gente cominciò
a parlare di dischi volanti in Australia e ancora dopo in luglio vi fu
il famoso caso di Roswell. Credo che fummo le prime persone ad avere un
incontro ravvicinato con un ufo! Ciò che ho visto e ciò che
è avvenuto nei mesi successivi è stupefacente. Sono passati
50 anni dalla mia esoerienza e chi mi volesse contattare può farlo
direttamente:
Dr. Neil McIntyre D. D.
bushytail@magiccomputers.com.au
GLI ADDOTTI E LE MALATTIE
Il Dott. Joseph Burkes ci scrive in merito
a ciò che Bruce Maccabee ha scritto sul fatto che molti addotti
soffrono di CFS (Chronic Fatigue Syndrome), Fibromalgia e altre malattie
che affligono gli Yuppie. Il Dott. Burkes scrive:
“Sono un medico praticante internista e appassionato
investigatore ufologico, e sono convinto che gli studi sulle “malattie
ET” saranno completamente inutili. Il problema di fondo sta nel nostro
attuale livello di conoscenza sulla frequenza delle esperienze di CE4 (IR4)
fra la popolazione americana in quanto non abbiamo nessun dato attendibile.
Gli studi suggeriscono che solo l’uno per cento o meno degli intervistati
aveva avuto delle esperienze con alta stranezza tali da poter essere definiti
CE4. Molte delle interazioni sono state anche interpretata come altri fenomeni
paranormali. Senza un comune denominatore come il “reale numero” di cosiddette
“alien abduction” è impossibile stabilire se ad esse possono essere
associate delle malattie e con quale frequenza si riscontrano nella popolazione.
Gli errori dei rapporti sono innumerevoli. Gli inquirenti spesso scelgono
i casi da investigare in base al fatto che questi supportano le loro teorie
preferite. Alcuni gruppi indipendenti sono guidati da gente che scarta
a priori quei casi dove le persone hanno contatti presumibilmente positivi
e non lamentano di essere state vittime. Questi investigatori sono spesso
degli “ipnoterapeuti” che non possegono esperienza clinica e specializzazioni
mediche e titoli in psicologia.
I problemi aumentano. Otto anni fa due coraggiosi
medici del mio gruppo hanno intervistato 2500 pazienti chiedendo se avessero
mai visto Ufo o avuto esperienze che potessero essere ricondotte a esseri
di natura extraterrestre. I loro risultati sono abbastanza importanti.
Il progetto fu sviluppato su basi informali ma con il supporto e la supervisione
del dipartimento di immunologia. Il loro studio fu rifiutato da tutti i
maggiori giornali scientifici professionali a cui ne avevano sottoposto
i risultati. Il dieci per cento degli intervistati ha ammesso di avere
avuto avvistamenti. Il cinque per cento erano abbastanza vicini da poter
identificare la struttura anomala dell’oggetto che spesso si muoveva con
manovre anomale e non era una semplice luce notturna. L’uno per cento dei
2500, circa 25 persone hanno dichiarato interazioni con esseri non umani.
Molte di queste interazioni sono state descritte in ciò che può
essere definito di natura “angelica”. La cosa importante di questo studio
è che i miei colleghi avevano il completo quadro clinico degli intervistati
e non hanno preso in considerazione quelli che mostravano problemi psichiatrici
o dipendenze da droghe o alcool.
I miei due colleghi si sono impauriti nell’apprendere
che John Mack ha speso circa 100.000 dollari in spese legali per difendersi
dalle censure della Facoltà di Medicina di Harvard. Hanno immediatemente
smesso con il loro studio e con il tentativo di fare pubblicare i loro
risultati di quello che io considero l’unico studio serio fatto da medici
in ambiente clinico. Chi si occupa in ambiente scientifico di intelligenza
extraterrestre è ignorato e spesso forzato a cambiare rotta dalla
pressione dell’ambiente dominante. Non è un clima in cui si può
sviluppare un serio e costruttivo studio scientifico.”
F.to Joseph Burkes MD
Md1jb3@pol.net
DALLE RIVISTE DI ASTRONOMIA
La prima segnalazione riguarda un completo articolo con un titolo un pò ambiguo: I MARZIANI NEL SAHARA. Pubblicato sulla rivista Nuovo Orione n. 97 di questo mese tratta dei ritrovamenti di meteoriti provenienti da marte e che sono state trovate numerose in quel deserto. Una notizia curiosa: il 28 giugno 1911 in Egitto (Nakhla) caddero circa 40 kg di sassi cosmici e un pezzo colpì un cane e lo uccise.
PING-PONG TRA TERRA E MARTE
Sulla rivista l'Astronomia del mese precedente
(n.209 maggio) un interessante articolo, sempre sulle meterotiti marziane,
a firma di Mario Di Martino dell' Osservatorio Astronomico di Torino,
in cui si arriva ad ipotizzare uno scambio di batteri fra Marte e la Terra;
si afferma infatti che sul pianeta rosso le condizioni adatte alla vita
primordiale si presentarono prima che sulla Terra a causa del fatto che
il raffredamento si portò a termini in tempi più brevi. Altra
ipotesi è che Marte abbia avuto in tempi remoti un'atmosfera simile
a quella terrestre. Chi volesse leggere il resto dell'articolo esso si
trova a Pag. 8.
MISSIONI PER CERCARE PIANETI SIMILI ALLA TERRA
Sempre sulla stessa rivista:
"per cercare di scoprire pianeti intorno ad
altre stelle con caratteristiche in grado di ospitare la vita, occorrono,
oltre a tecnologie diverse dalle attuali, anche nuove idee. Con questo
spirito la NASA ha assegnato quattro contratti di ricerca a gruppi industriali
associati a centri di ricerca. Nell'impresa battezzata Terrestrial Planet
Finder Project, sono coinvolti 75 scienziati di trenta università.
E' richiesto innanzitutto un salto tecnologico, mettendo a punto, per esempio,
un gruppo di telescopi di 3,5 m di diametro, in grado di volare in formazione
e a distanze reciproche di alcuni chilometri ma con grande precisione (con
variazioni di pochi millimetri). Il sistema eve avere la capacità
di cancellare la luminosità generata dalle stelle, in modo che un
pianeta possa essere avvistato, nonostante abbia una brillantezza un milione
di volte più debole rispetto a quella dell'astro. L'obiettivo è
indagare uno spazio sino alla distanza di cinquanta anni luce dalla Terra.
- Il nostro obiettivo è cercaare pianeti caldi, con acqua come la
Terra e con segni di vita primitiva- precisa Charles Beichman, che fa parte
del team di scienziati del Jpl di Pasadena impegnato nel progetto. Nel
prossimo dicembre saranno scelte le due missioni risultate migliori, e
a queste saranno assegnati ulteriori fondi per un altro anno di studi.
Il programma prevede di lanciare una spedizione, di questo tipo nel 2012,
che avrà lo scopo di indagare lo spazio circostante di 250 stelle,
riprendendo immagini da dieci a cento volte migliori rispetto a quelle
del telescopio Hubble. Il tutto rientra nel progetto ORIGINS della NASA,
il cui obiettivo è la ricerca della vita nell'Universo."
CAVIGLIE FRAGILI PER LA MARS POLAR LANDER
Nel numero 210 della rivista l'Astronomia (giugno)
troviamo la notizia che la Commissione d'Inchiesta sul fallimento della
missione sarebbe giunta alla conclusione che all'origine dell'incidente
ci sarebbe stato il malfunzionamento dei tre piedini di appoggio della
sonda. Nell'istante in cui le zampe venivano estratte, le vibrazioni delle
molle di rilascio devono aver fatto scattaare i sensori dei piedini, che
hanno interpretato lo scossone come dovuto all'avvenuto contatto con il
suolo. Come da programma, i sensori hanno subito comandato lo spegnimento
dei retrorazzi e la sonda è precipitata al suolo alla velocità
di 90 km/h, distruggendosi nell'impatto.
A voi i commenti.