Circolare informativa a cura del CUN Catania - http://cunct.freeweb.org
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UFOCTLINE N. 43 del 28/01/99
Gli arretrati sono consultabili all'URL: http://www.freeweb.org/associazioni/cunct/ufoctindex.htm

 


 
Molto rumore stanno facendo le notizie riguardo i blocchi di ghiaccio che pioverebbero dal cielo. Non mi dilungo sull'argomento che, per adesso di ufologico dice ben poco se non nulla, anche perchè se ne è parlato in giro diffusamente. Posso solo assicurare senza nessuna ombra di dubbio che non possono essere frammenti di comete come ho letto addirittura in un comunicato ANSA. La velocità con cui entrerebbero nell'atmosfera  i pezzi di ghiaccio (ammessa la possibilità molto remota che nessuno abbia visto la cometa) farebbe sì che questi si dissolverebbero velocemente per l'attrito (e poi i nuclei cometari non sono solo ghiaccio!). Vi propongo allora una breve sequenza di alcuni eventi tratti da notiziari e mailing-list internazionali.

Dal Filer's Files n. 3/2000 riportiamo varie segnalazioni dal mondo

UFO NELLE ISOLE SALOMONE

Si tratterebbe di un oggetto rotante avvistato vicino il porto di Noro, nell'isola Nuova Georgia nelle Salomone, in data 28/12/1999 alle 10:30 del mattino. L'oggetto dapprima molto brillante come se riflettese la luce dopo essere passato attraverso le nuvole ha rivelato un aspetto solido.
Fonte Solon STar e National Space Center nsc@post.com

TRIANGOLO VOLANTE NELL'ILLINOIS - RAPPORTO DELLA POLIZIA

SUMMERFILED. "Il 5 gennaio del 2000, alle 04:15, in seguito ad una chiamata ricevuta dall'Ufficio dello sceriffo della contea di St. CLair, fui mandato nella zona nord di Lebanon. Un oggetto descritto grande come una casa a due piani e con delle luci brillanti volava sulla parte nord di Lebanon. Mentre mi dirigevo ad est sulla Widicus Road, vidi ciò che sembrava una coppia di luci molto grosse e brillanti, molto vicine tra di loro, in posizione stazionaria proprio sopra la città di Summerfiel. Chiamai la stazione dicendo che mi sarei avvicinato per accertarmi di cosa si trattasse. Aggiunsi pure che sicuramente non erano stelle o la Luna. Mentre mi dirigevo a sud sulla RT. 4, l'oggetto cambiò forma e le due luci si fusero in una più grande. Dopo esser passato per la città di Lebanon e dirigendomi ad est sulla Route 50 notai che la forma cambiava in sigariforme; si trovava a sud-est dalla mia posizione. Vi erano poche macchine sulla strada così decisi di accendere il lampeggiante sopra la macchina e procedei a circa 75/80 miglia di velocità verso l'oggetto. Quando svoltai nella vecchia Route 50 cominciò a muoversi lentamente verso nord-est . Fermai la mia macchina (della polizia) spensi le luci di segnalazione e girai. In quel momento si mosse veloce verso sud est. Sembrava volare a circa 2000 piedi dal terreno e mi passò proprio davanti, a sud, a circa 150 o 200 piedi. Avevo appena cominciato a comunicare cosa stava succedendo via radio che già l'oggetto era sopra il lato sud di Shiloh. Segnalai la cosa via radio suggerendo di comunicare alla polizia locale allo scopo di cercare di avvistarlo. Ricevetti subito conferma che i poliziotti di Shiloh lo avevano visto passare ad alta velocità. Ascoltai per radio che veniva segnalato prima a Millstadt e poi a Dupo sempre avvistato da poliziotti. La forma dell'oggetto mi fu chiara quando mi passò vicino, era un triangolo con i due lati più lunghi della base e con tre luci bianche brillanti ai tre vertici. Le luci illuminavano verso il basso senza scintillii. Vi era anche una luce rossa in mezzo a quelle bianche ai vertici della base. Mentre lo vedevo allontanarsi vidi che la parte posteriore era lunga e sottile con della luce bianca che sembrava essere lungo tutto il lato. Vi erano anche varie luci colorate lungo il retro. Non potrei dire di che colori si trattassero perchè sembravano mescolarsi. Tutta l'osservazione durò circa 4-5 minuti. Anche quando mi volò vicino non sentii alcun rumore. Ho scattato circa 5 foto di ciò che ho visto. Il poliziotto di Shiloh ne ha scattata una mentre quello di Mildstadt ne ha scattata una ma sfocata a causa del gran freddo."
Segnalazione di Peter Davenport NUFORC, www.ufocenter.com
Nota dell'editore: John Thompson, uno dei nostri migliori inquirenti, afferma:"Pare che la gente dica che l'avvistamento si sia verificato lungo una traiettoria che porta ad un piccolo scalo per dirigibili e che un piccolo ronzio sia stato udito anche se diverso da quello che emettono i dirigibili. Il caso ha bisogno di essere approfondito."

UN UFO SOPRA ACAPULCO

Conferme sono giunte sull'avvistamento di un UFO ad Acapulco in Messico il giorno 18/01/2000. Molti abitanti della località turistica che si affaccia sull'Oceano Pacifico affermano di avere visto un Ufo brillante e dalla forma ovale. E' stato osservato per circa sette minuti volare, compiendo varie strane traiettorie circolari, emettendo  lampi  luminosi dal colore giallo e verde.
Guillermo Alarcon UFO investigation.

Da Uforoundup vol.5 n.3

1948: L’ULTIMO VOLO DELLO STAR TIGER

Giovedì, 29 gennaio 1948 cinquantadue anni fa, lo Star Tiger, un lussuoso jet di linea della British South American Airways rullava lungo la pista, in partenza per il suo consueto volo intercontinentale verso l’Avana a Cuba. Lo Star Tiger era definito “aereo di lusso Avro, Tudor IV, post-bellico a cabina pressurrizzata”. Il Tudor era un aeromobile derivato dal bombardiere a quattro motori Avro Lancaster usato dalla Raf nella seconda guerra mondiale … aveva anche una grossa fusoliera molto più spaziosa del bombardiere. Il Tudor IV aveva 5 uscite di emergenza e trasportava tre lancie di salvataggio di cui una fornita di radio trasmettitore. Sotto ogni sedile vi era un giubbotto di emergenza. A bordo dello Star Tiger si trovavano 25 passeggeri e sei uomini di equipaggio. Ai comandi vi era il Capitano Pilota David Colby veterano della BSAA. La prima tappa del volo portava l’aereo da Londra fino a Santa Maria nelle Azzorre. Da lì avrebbe attraversato l’Atlantico verso sud-ovest per fare tappa a Hamilton, nelle Bermude. Non appena lo Star Tiger puntò verso l’oceano fu investito da un vento di circa 100 km l’ora che veniva dalle Americhe.Lo Star Fighter fu costretto a rallentare. Esattamente alle 01:00 a.m. di venerdì 30 gennaio il Cap. Colby comunicò via radio:”Ci troviamo a circa 440 miglia a nordest delle Bermude e abbiamo incontrato un forte vento frontale”.
“Roger, star Tiger, teneteci informati” fu la risposta.
Alla Torre di Controllo di Hamilton tutti guardarono l’orologio L’areo aveva abbastanza carburante per volare fino alle 03:15 a.m. se il capitano non avesse condotto il velivolo alle Bermude entro quell’orario esso si sarebbe inabbissato nell’oceano. Passato quell’orario da Hamilton cercarono di mettersi in contatto con lo Star Tiger via radio e non avendo ricevuto risposta allertarono il servizio di salvataggio marino del comando. L’aereo era sufficientemente pressurizzato e chiuso ermeticamente tanto che,ammarato senza danni, poteva lasciare abbastanza tempo agli uomini per mettersi in salvo sui canotti di salvataggio. La temperatura nell’area di ricerca era di circa 65 gradi (F) consentendo ai naufraghi di saltare sopra i canotti. Ognuno di questi era equipaggiato con kit di sopravvivenza inclusa una “Gibson Girl”, una piccola radio a manovella progettata per essere tenuta fra le ginocchia e che operava sulla banda dei 500 kl per un raggio di poche centinaia di miglia.
A guidare le operazioni di soccorso era il Colonnello Thomas D. Ferguson comandante della base americana dell’ Air Force delle Bermude. I primi aerei a decollare furono due B-17 dalle Bermude e un altro dalla Florida. A questi tre si aggiunsero due B-25 e un C-47 partiti da Long Island N.Y.; seguirono tre arei anfibi della Guardia Costiera e 14 altri aeromobili. La guardia Costiera inviò anche nella zona tre vascelli: la USS Mendota, la USS Cherokee e la USS Androscoggin. Era la più grande operazione di recupero dal 1940. Tutto ciò non portò a niente, né lo Star Tiger ne un pezzo di relitto furono mai trovati sulla superfice dell’Oceano. L’aereo era svanito. Le ore passavano e il tempo peggiorò. Alcuni piloti segnalarono tempesta con onde alte fino a quaranta piedi. A quel punto arrivò uno strano messaggio da un piroscafo presente nella zona l’S.S. Troubador. Nel pieno della tempesta l’equipaggio aveva visto una strana luce in cielo. “Avvistato un aereo a bassa quota con le luci accese alle ore 02:10 a.m. tra le Bermude e l’entrata della Baia di Delaware”.
Gli ufficiali pensarono di avere visto uno dei sei aerei della Pan American che erano in volo quella notte. Però le luci puntavano nella direzione sbagliata, a nordovest. Le cose si facevanpo più strane. “La speranza che qualcuno fosse sopravvissuto fu alimentata da alcuni radioamatori dilettanti e professionisti che segnalavano di avere captato numerosi segnali radio in codice che scandivano il nome Tiger. Altri segnalarono di aver ricevuto Star Tiger. I messaggi furono captati su un canale internazionale di emergenza ma la voce non fu mai usata.” Gli Ufficiali della US Navy e dell’Air Force canadese segnalarono che i messaggi erano mandati con un codice improvvisato in cui qualcuno laboriosamente picchettava un puntino per la A, due per la B e così via.”
(Commento dell’Editore: ciò ricorda il codice che le sorelle Fox, delle medium, usavano per comunicare con gli spiriti nel 1844).
I segnali furono ascoltati fino al 3 febbraio, giovedì, e non furono più uditi di giorno. Erano passati quattro giorni da quando il carburante dell’aereo si era esaurito. Sofisticate apparecchiature erano state puntate verso il segnale nel tentativo di localizzarlo ma tutto era in silenzio. I naufraghi dello Star Tiger non furono mai trovati. Il 28 settembre del 1948 il Ministero dell’Aviazione Civile Inglese pubblicò il suo rapporto finale sulla sparizione. In conclusione veniva affermato:”In completa assenza di qualsiasi attendibile evidenza sulla natura della causa del disastro dello Star Tiger, la commissione non ha potuto fare altro che ipotesi possibili nessuna delle quali però raggiunge un certo grado di credibilità. Ciò che è successo non si saprà mai”.
C’è una curiosa aggiunta da fare alla storia dello Star Tiger: fra i passeggeri vi era il maresciallo della RAF Sir Arthur Coningham. Nel corso della seconda guerra mondiale comandò la seconda forza tattica aerea degli alleati ed era considerato uno dei maggiori esperti di uso tattico delle forze aeree. Come Comandante nel 1945 delle forze Aeree a disposizione del generale Eisenhower egli compilò tutti i rapporti relativi ai Foo Fighters avvistati dagli alleati in Europa. Con la sua scomparsa sono anche andati perduti i suoi ricordi su questi avvenimenti,”
Dal libro Limbo of the Lost di John William Spencer, Bantam Books, New York, 1973, pagine da 22 a 30.

Da Uforoundup Vol. 5 N.4

UN UFO PROVOCA UN TORNADO IN UNA BASE NAVALE IN ARGENTINA?

Uno strano fenomeno è stato segnalato in data 18/01/2000 presso la base navale  di Puerto Belgrano in Argentina. Testimonianze attendibili,come quella del marinaio in pensione Marcos Herminio Faini, parlano della presenza di un oggetto brillante, a circa 2000 metri di altezza, associato a un forte turbine sul terreno sottostante. Puerto Belgrano si trova sulla costa argentina del Sud Atlantico a circa 600 km a sud di Buenos Aires. La stazione meteorologica dell'Air Force argentina della base di Comandante Espora, ha affermato che le condizioni del tempo non erano adatte al formarsi di tornado. "La visibilità era di 20 chilometri e i venti erano leggeri, soffiando ad una velocità da sette ad undici km l'ora."
"Non sono state segnalate anomalie" ha affermato il Cap. Ricardo Legron, attraverso un breve comunicato della marina che sosteneva che doveva essersi trattato del passaggio di un satellite meteorologico. Tutto questo però in contraddizione con quello che le autorità di Espora ai giornali. Faini si è sempre definito uno scettico su Ufo e simili (egli è un ufficiale della marina in pensione) ma afferma:"Sicuramente le persone mi definiranno un imbroglione ma posso dire che, nonostante abbia passato più di metà della mia vita in mare, non ho mai visto niente di così speciale e che può avere grossa rilevanza scientifica."
Il giornale La Nueva Provincia scrive:
"Faini aveva preso un piccolo Bus di linea da Mitre e si trovava seduto nella seconda fila vicino al finestrino. Improvvisamente trasalì quando si accorse della presenza del turbine sul terreno dove è in costruzione La Scuola per Giovani Ufficiali della Flotta. Il turbine era concentrico e apparentemente senza movimento. Una cosa totalmente fuori dal comune."
"Quando cercai di localizzare la colonna di polveri notai l'oggetto brillante fermo a sud-est. Lo indicai al sergente in carica nell'Ospedale Militare della base e questi, laconicamente, mi rispose che era un disco volante!" Qualche altro passeggero fu attirato dalla visione: l'oggetto sembrava muoversi lentamente nella stessa direzione.

Faini, età 63 anni, è nato nella provincia argentina di Entre Rios e si è congedato dalla marina nel 1983. Nel corso della sua carriera ha operato a bordo della silurante San Luis, il rimorchiatore Ranquel, il rompighiaccio General San Martin, la fregata Libertad, l'incrociatore General Belgrano e la portaerei 25 de Mayo.

Notizia riportata da Scott Corrales, per mezzo di articoli di giornale.

VECCHI CASI DI CASA NOSTRA

Nella nostra rubrica periodica di vecchi avvistamenti siciliani tratti dal database del CUN Sicilia ripropongo uno "strano" caso risalente al 1972.

B. M. L. B., all' epoca studentessa universitaria , era andata nel maggio 1972 a trascorrere il fine settimana nei pressi di Collesano (Pa), una cittadina a circa cinquanta km. ad est-sud-est di Palermo. Insieme con amici, era ospite in una villa di proprieta' dell' ingegnere G. P.
Una sera, per fare una passeggiata, si era inoltrata con un' altra ragazza lungo un ripido sentiero che dalla villa conduce ad una collina sovrastante. La testimone non ricorda un giorno esatto, ma specifica che fu nel periodo in cui si corre la Targa Florio (una famosa competizione automobilistica).
Erano passate gia' le 18:30 e cominciava ad imbrunire. Raggiunta una radura erbosa, le due ragazze si sedettero per riposare. Il paesaggio, in quel punto, era piuttosto brullo e caratterizzato da rocce rossastre e striate, tipiche della zona. Mentre chiaccherava con l' amica,  B.  M. si volto' e rimase senza fiato: a circa sei metri di distanza da loro, librati a poco meno di mezzo metro da terra, uno strano oggetto oblungo, in posizione verticale, delle dimensioni di una bombola di gas liquido (da un metro ad un metro e venti); emanava una luce bianca intensa simile a quella dei tubi al neon mercurio; un alone azzurrastro ne circondava i bordi. Non faceva alcun rumore ne' le due ragazze lo avevano sentito o visto arrivare: era come se si fosse materializzato dal nulla. "La definizione mi sorse spontanea - dira' poi la testimone - fu quella di un grosso wurstel luminoso, per la forma caratteristica allungata, con le punte arrotondate".
Appena scorto l' oggetto, la ragazza penso' fosse un'allucinazione e ri rivolse all' amica per sincerarsene; ma capi' subito dall' espressione stupefatta del volto di lei, che anch'essa aveva visto la "cosa". Ormai in preda allo spavento, le due ragazze rimasero a fissare l' intruso. Questo si mosse: con uno scatto fulmineo si sposto' di alcuni metri alla sinistra, parallelamente al terreno, mantenendosi peraltro sia alla stessa distanza sia da loro sia dal suolo. Lo spostamento era talmente repentino da dar l' impressione che l' oggetto fosse scomparso per ricomparire un attimo dopo nella nuova posizione. " Sono comunque sicura che si mosse - raccontera' poi B. M. - perche' ebbi la netta sensazione della traiettoria".
Sempre piu' impaurite, in silenzio, le due amiche continuarono a guardare. Poco dopo l' oggetto si mosse ancora: con il solito scatto fulmineo giro' loro attorno e si arresto' di colpo alle loro spalle, sempre mantenendosi ad una distanza di circa sei metri e sempre a circa mezzo metro dal suolo. A questo punto i nervi delle ragazze cedettero. Alzatesi precipitosamente, fuggirono a gambe levate giu' per la collina chiamando a squarciagola gli amici rimasti nella villa, senza avvertire i rovi che graffiavano le gambe. Gli amici udite le grida, corsero loro incontro accompagnati dai cani. Le raggiunsero poco dopo. Erano ansanti , atterrite. Fu la compagna di B. M. che racconto' per prima, concitatamente, quel che era accaduto. Fu allora che B. M. ebbe la certezza definitiva di non aver sognato, giacche' ascoltandola pote' constatare che cio' che l' amica diceva corrispondeva perfettamente a cio' che aveva visto.

AGGIORNAMENTI

Fabio Di Rado Comunica

Nella sezione DOCUMENTI il collaboratore Patrik Mancuso di Vittorio Veneto
(TV) presenta un fotogramma, tratto da un filmato video dal lui realizzato,
che mostra un UFO nelle vicinanze di Venezia.

Cordiali saluti.

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