IL CUN CATANIA A SAN
MARINO
Come ben sapete si è svolto, presso
la repubblica di San Marino, dal 28 al 30 maggio 1999, il 7° Simposio
Mondiale sugli Oggetti Volanti non Identificati e i Fenomeni Connessi dal
titolo:
UFO, extraterrestri e scienza.
A rappresentare la Sicilia e, in particolar
modo, la locale sezione di Catania, è stato il nostro Presidente
Col. Attilio Consolante che la domenica ha presentato una breve relazione
dal titolo:
Bugie, verità e molti perchè.
Facendo una attenta comparazione tra eventi
storici della seconda guerra mondiale, alcuni dei quali secretati fino
al 2055, ed il caso Roswell, il relatore ha cercato di analizzare il "modus
operandi" dell'Establishment tenuto in passato, magari in circostanze diverse,
per vedere se questo atteggiamento nei confronti del problema UFO sia stato
una eccezione o una costante, come sembra, basato su certe regole del gioco
la cui sintesi è in una famosa frase di un grande statista, Sir
Winston Churchill pronunciata durante la Conferenza di Teheran: "In guerra,
la verità è talmente preziosa che dovrebbe essere sempre
protetta da una guardia del corpo di bugie!"
LA RETE CHIUDE I BATTENTI
Apprendiamo da Alfredo Lissoni che la Rete
ha chiuso. Ci mancherà certo questo tradizionale appuntamento ed
auguriamo ad Alfredo che questo significhi un suo maggiore impegno nelle
pagine di Ufo Notiziario. Comunque personalmente gli faccio la proposta
di uscire di quando in quando con un numero speciale quando vi siano particolari
notizie importanti e comunicati urgenti. Infatti un mensile in edicola
non potrà mai avere l'immediatezza di una circolare telematica.
Aspettiamo fiduciosi.
DALLA Rete 78:
MILIARDARIO A CACCIA
DEI CROPS
Il miliardario americano Laurence Rockefeller,
gia' finanziatore di una commissione di studio sugli UFO guidata dal professor
Sturrock, torna adesso alla carica, annunziando un progetto di studio ad
ampio raggio sui crop circles, con continui monitoraggi dei campi di grano
inglesi. La notizia e' stata data dal giornale britannico London Evening
Standard (http://www.thisislondon.co.uk:80/dynamic/lifestyle/review.html?in_review_id=1413)
e ripresa dalla BBC e ha gia' infiammato i ricercatori di mezzo mondo,
divisi fra sostenitori dell'ipotesi extraterrestre e della tesi naturale
associata a burle di vario genere.
Collaborazione: UFO UpDates ( http://www.ufomind.com/ufo/updates).
DALLA RIVISTA L'ASTRONOMIA
- numero 199:
Da questa pubblicazione a carattere astronomico
vi segnalo due articoli e vi trascrivo per intero un altro articoletto
sulle tracce batteriche trovate su meteoriti di origine marziana. E' chiaro
che siamo molto ai margini dell'ufologia ma ai sostenitori dell'origine
extraterrestre dei cosìdetti dischi volanti farà certamente
piacere avere notizie dal mondo scientifico che suggeriscono un universo
con molti sistemi planetari e propenso ad ospitare forme di vita ogni qualvolta
se ne presentino le condizioni.
La prima segnalazione riguarda un pezzo molto
ben fatto sulla scoperta, ormai inequivocabile, di un sistema panetario
simile al nostro. L'articolo si trova a pagina 8 della rivista e il titolo
è:
TRE PIANETI PER LA UPSILON
AND a firma di Corrado Lamberti.
Lo stesso autore nell'editoriale all'inizio
della rivista scrive fra l'altro:
"Dunque ci siamo. Oggi per la prima volta
possiamo finalmente annunciare di aver raggiunto la prova che esistono
altri sistemi planetari come il nostro, che orbitano stelle di sequenza
principale vecchie di miliardi di anni, nè troppo calde, nè
troppo fredde, stelle stabili e tranquille che garantiscono alla vita tutto
il tempo necessario per sbocciare ed evolvere. Non è più
una speranza, né un atto di fede. Se non verranno clamorose smentite,
questo ormai è un dato di fatto".
L'altro articolo che vi voglio segnalare riguarda
gli impatti meteorici e la formazione dei crateri da impatto:
Il titolo è METEOR
CRATER: STORIA DI UNA CATASTROFE di Piermario Ardizio e si trova
a pag.40.
Quello che segue invece è un breve articoletto, che trovo molto interessante e che vi trascrivo integralmente.
NUOVI INDIZI DI VITA
MARZIANA
Scoperti anche sulla Terra nanobatteri piccoli
come quelli (presunti) marziani.
Due notizie di origine diversa sembrano rafforzare
l'ipotesi che su Marte possano essersi sviluppate forme di vita elementari.
La prima proviene dallo stesso gruppo di ricercatori della NASA che tre
anni fa annunciò, sollevando molto clamore, di aver trovato tracce
fossili simili a batteri terrestri (ma molto più piccole) all'interno
di una meteorite proveniente da Marte, denominata ALH84001. La seconda
dall'Australia, dove un'équipe di ricercatori dell'Università
del Queensland ha scoperto, in campioni di roccia prelevati nel corso di
prospezioni petrolifere, colonie di batteri le cui dimensioni sono molto
più piccole di qualsiasi altra forma vivente finora conosciuta sul
nostro pianeta. I risultati del gruppo della NASA si riferiscono all'analisi
di una meteorite marziana vecchia di 1,3 miliardi di anni caduta nelle
vicinanze del villaggio di Nakla, in Egitto, il 28 giugno 1911 e di un'altra,
la cui età è stata valutata intorno a 165 milioni di anni,
che arrivò sulla Terra vicino a Shergotty, in India, nel 1865. La
meteorite di Nakla faceva parte di uno sciame composto da una quarantina
di pezzi, di uno dei quali si racconta che nella caduta colpì un
cane uccidendolo. L'analisi dei due campioni, come nel caso di ALH84001,
la meteorite che fu al centro dell'attenzione mondiale nel 1996, ha dimostrato
che la composizione isotopica dei gas intrappolati all'interno è
del tutto simile a quella della tenue atmosfera marziana, confermando quindi
la loro provenienza.
La meteorite di Nakla contiene piccolissime
strutture che potrebbero essere microrganismi fossili, alcuni di forma
sferoidale, altri allungati. Le loro dimensioni, comprese tra 0,2 e 1 mm,
sono molto maggiori di quelle delle analoghe formazioni trovate nella meteorite
ALH84001 e simili a quelle dei batteri terrestri.
Alcuni di questi presunti microrganismi fossili
marziani mostrano strutture allungate che assomigliano ai flagelli di cui
sono dotati alcuni batteri terrestri. Un particolare che rafforza l'ipotesi
di forme di vita elementari fossili è il fatto che queste formazioni
sono state trovate raggruppate in zone separate tra loro all'interno del
meteorite, una distribuzione analoga a quella delle colonie batteriche
terrestri. Se infatti si trattasse di precipitati chimici, questi sarebbero
distribuiti in maniera omogenea.
Ma altri esperti appaiono scettici. Il problema
maggiore è che la meteorite dopo la sua caduta è stata a
contatto con l'ambiente terrestre per quasi cento anni e quindi potrebbe
essere stata contaminata. Si tratta di un'obiezione accettata dai microbiologi
della NASA, i quali ammettono che la distinzione tra batteri terrestri
e di eventuale origine marziana non è facile. Nei mesi scorsi, analisi
sulla meteorite ALH84001 avevano smentito l'esistenza di batteri fossili
al suo interno, in particolare perché le dimensioni apparivano molto
minori di quelle dei più piccoli batteri terrestri, denominati mycoplasma,
che misurano tra 150 e 200 u.m. Ma nel caso delle meteoriti di Nakla e
Shergotty il confronto tra le presunte strutture batteriche fossili e analoghi
organismi terrestri ha mostrato una forte somiglianza strutturale. Che
su Marte nel passato sia stata presente acqua allo stato liquido sembra
molto probabile, e nelle immagini delle sonde automatiche troviamo molte
tracce lasciate dalla presenza di antichi bacini e dallo scorrere di fiumi.
Un ambiente quindi favorevole allo sviluppo di forme di vita elementari,
grazie anche alla presenza di un'atmosfera più densa che dovrebbe
aver permesso temperature superiori alle attuali. Ma è possibile
raccogliere prove certe del fatto che la vita su Marte si è sviluppata,
superando i drastici cambiamenti climatici ancora inspiegabili cui il pianeta
è stato soggetto in passato? Certamente sarebbe di estrema importanza
dimostrare che le microscopiche formazioni individuate nella meteorite
di Shergotty, la più giovane delle tre, sono proprio le tracce fossili
di batteri marziani.
Un supporto indiretto all'ipotesi che le strutture
individuate nella meteorite ALH84001 siano in realtà resti fossili
di batteri è venuto da un gruppo di ricercatori australiani che,
in campioni di roccia sedimentaria, denominata illitè, prelevati
a una profondità compresa tra 4 e 5 km e risalenti ai periodi Triassico
e Giurassico, hanno scoperto microrganismi viventi le cui dimensioni sono
comprese tra 20 e 150 nm e sono perciò le più piccole forme
viventi finora trovate sul nostro pianeta. Una delle principali obiezioni
riguardo ai presunti fossili della meteorite ALH84001 era infatti che eventuali
forme viventi così minuscole avrebbero avuto un volume insufficiente
per contenere il materiale genetico ed enzimatico essenziale per la vita.
I ricercatori australiani hanno invece scoperto che questi organismi contengono
materiale genetico (DNA) e si trovano raggruppati in "colonie" che si sviluppano
spontaneamente. È stata inoltre esclusa la possibilità che
si tratti di materiali non biologici, come minerali cristallini, carbonati,
fullereni o polimeri non viventi. La scoperta di questi nanobatteri terrestri,
battezzati dai ricercatori australiani nanobes, rende più plausibile
il fatto che le microscopiche formazioni trovate nella meteorite marziana
potrebbero essere realmente i resti di primordiali forme di vita.
Infine, il comportamento dei nanobes fa pensare
che non sia impossibile il trasferimento interplanetario di organismi biologici
per mezzo di meteoroidi o comete (panspermia). I nanobatteri, infatti,
sono sopravvissuti all'intensa radiazione del microscopio elettronico con
il quale sono stati esaminati (condizioni simili a quelle dello spazio
interplanetario) dopo essere stati prelevati da un ambiente molto caldo
(oltre 150 °C) e con elevate pressioni, come quelle esistenti a una
profondità di 5 km (condizioni per certi versi prossime a quelle
estreme a cui il materiale cosmico è soggetto durante un impatto
o nel corso dell'interazione con l'atmosfera terrestre). Finora sulla Terra
non erano state trovate forme di vita a temperature superiori a 113 °C.
E quindi certo che, se confermata, questa scoperta riaccenderà il
dibattito, peraltro mai sopito, sulla possibile esistenza di forme biologiche
su altri corpi del nostro sistema planetario e, più in generale,
nell'Universo. Se infatti forme di vita primitiva possono sopravvivere
nelle profondità dei ghiacci antartici o a chilometri di profondità
sotto la superficie terrestre, non è detto che non possano anche
essere presenti nel suolo marziano o sotto la crosta ghiacciata di Europa.
Mario Di Martino
Concludendo questa carrelata di notizie dal
mondo astronomico vi ricordo che un fatto è avere scoperte che ci
fanno concludere sulla probabile eventualità di un universo pieno
di vita e, un altro è che gli ufos sono navi stellari pilotati da
alieni. A tutt'oggi non esiste prova di questo.
Dai Newsgroup:
ESPLOSIONE NEL SALENTO
Alle 7 del mattino del 1 giugno in tutta la
parte nord del Salento (da Lecce a Otranto circa, lungo 40 km) si è
udita una violentissima esplosione, forse due.
Contattata da una rete locale, la caserma
di Torre Veneri (15 km da Lecce), dove avvengono spesso esercitazioni,
ha negato qualsiasi tipo di attività, mentre dall'Aeronautica fanno
sapere
che potrebbe essersi trattato del boato di
un aereo dovuto al superamento della barriera del suono.
Plausibile, se non fosse che tale boato è
udibile in un raggio di 1-2 km, non 20.
La tv locale parla di testiomonianze che vorrebbero
un aereo in avaria nei pressi di Torre Specchia (30 km da Lecce), del quale
poi non si è saputo più nulla.
Spero di poter dare ulteriori notizie in seguito.
IN MEDIO ORIENTE
Da uforeports:
STRANE NUVOLE
Il 31/05/99 alle 14:00 sono state avvistate da Ofira, dalla base dell'Air Force in Egitto delle formazioni dritte di nuvole bianche (sopra lo stretto di Ofturan che sta tra lo stretto di Aqaba e il Mar Rosso). Si trovavano circa 15-20 chilometri a largo nell'oceano e si muovevano in direzione di Luxor. Sono state viste da varie località. Il testimone che ha segnalato il fatto sostiene che non potevano essere nuvole perchè erano lunghe, avevano la forma arricciata come lasciate da un missile di passaggio. Non si sono sentiti rumori e sono state viste anche a 100 chilometri a nord del luogo della segnalazione. Il testimone afferma di avere visto sette strisce ma altri avvistatori a Nuwebia affermano di averne viste 12 o 13.
DALLA GIORDANIA
Il 30/05/99 nella città di Al-Aga'ba Al Agaba sono stati visti degli oggetti che sembravano missili, molto brillanti e muniti di coda che andavano veloci in cielo. La direzione era quella della Mecca per il Mar Rosso. Il cielo era sereno e il tempo soleggiato.
Aggiungiamo: che siano gli oggetti che hanno provocato le strane strisce? Senza altri particolari lasciamo la domanda in sospeso.