Circolare informativa a cura del CUN Catania - http://cunct.freeweb.org
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UFOCTLINE N. 22 del 03/06/99
Gli arretrati sono consultabili all'URL: http://www.freeweb.org/associazioni/cunct/ufoctindex.htm

IL CUN CATANIA A SAN MARINO
Come ben sapete si è svolto, presso la repubblica di San Marino, dal 28 al 30 maggio 1999, il 7° Simposio Mondiale sugli Oggetti Volanti non Identificati e i Fenomeni Connessi dal titolo:
UFO, extraterrestri e scienza.
A rappresentare la Sicilia e, in particolar modo, la locale sezione di Catania, è stato il nostro Presidente Col. Attilio Consolante che la domenica ha presentato una breve relazione dal titolo:
Bugie, verità e molti perchè.
Facendo una attenta comparazione tra eventi storici della seconda guerra mondiale, alcuni dei quali secretati fino al 2055, ed il caso Roswell, il relatore ha cercato di analizzare il "modus operandi" dell'Establishment tenuto in passato, magari in circostanze diverse, per vedere se questo atteggiamento nei confronti del problema UFO sia stato una eccezione o una costante, come sembra, basato su certe regole del gioco la cui sintesi è in una famosa frase di un grande statista, Sir Winston Churchill pronunciata durante la Conferenza di Teheran: "In guerra, la verità è talmente preziosa che dovrebbe essere sempre protetta da una guardia del corpo di bugie!"

LA RETE CHIUDE I BATTENTI
Apprendiamo da Alfredo Lissoni che la Rete ha chiuso. Ci mancherà certo questo tradizionale appuntamento ed auguriamo ad Alfredo che questo significhi un suo maggiore impegno nelle pagine di Ufo Notiziario. Comunque personalmente gli faccio la proposta di uscire di quando in quando con un numero speciale quando vi siano particolari notizie importanti e comunicati urgenti. Infatti un mensile in edicola non potrà mai avere l'immediatezza di una circolare telematica. Aspettiamo fiduciosi.

DALLA Rete 78:
MILIARDARIO A CACCIA DEI CROPS
Il miliardario americano Laurence Rockefeller, gia' finanziatore di una commissione di studio sugli UFO guidata dal professor Sturrock, torna adesso alla carica, annunziando un progetto di studio ad ampio raggio sui crop circles, con continui monitoraggi dei campi di grano inglesi. La notizia e' stata data dal giornale britannico London Evening Standard (http://www.thisislondon.co.uk:80/dynamic/lifestyle/review.html?in_review_id=1413) e ripresa dalla BBC e ha gia' infiammato i ricercatori di mezzo mondo, divisi fra sostenitori dell'ipotesi extraterrestre e della tesi naturale associata a burle di vario genere.
Collaborazione: UFO UpDates ( http://www.ufomind.com/ufo/updates).

DALLA RIVISTA L'ASTRONOMIA - numero 199:
Da questa pubblicazione a carattere astronomico vi segnalo due articoli e vi trascrivo per intero un altro articoletto sulle tracce batteriche trovate su meteoriti di origine marziana. E' chiaro che siamo molto ai margini dell'ufologia ma ai sostenitori dell'origine extraterrestre dei cosìdetti dischi volanti farà certamente piacere avere notizie dal mondo scientifico che suggeriscono un universo con molti sistemi planetari e propenso ad ospitare forme di vita ogni qualvolta  se ne presentino le condizioni.
 
La prima segnalazione riguarda un pezzo molto ben fatto sulla scoperta, ormai inequivocabile, di un sistema panetario simile al nostro. L'articolo si trova a pagina 8 della rivista e il titolo è:
TRE PIANETI PER LA UPSILON AND a firma di Corrado Lamberti.
Lo stesso autore nell'editoriale all'inizio della rivista scrive fra l'altro:
"Dunque ci siamo. Oggi per la prima volta possiamo finalmente annunciare di aver raggiunto la prova che esistono altri sistemi planetari come il nostro, che orbitano stelle di sequenza principale vecchie di miliardi di anni, nè troppo calde, nè troppo fredde, stelle stabili e tranquille che garantiscono alla vita tutto il tempo necessario per sbocciare ed evolvere. Non è più una speranza, né un atto di fede. Se non verranno clamorose smentite, questo ormai è un dato di fatto".

L'altro articolo che vi voglio segnalare riguarda gli impatti meteorici e la formazione dei crateri da impatto:
Il titolo è METEOR CRATER: STORIA DI UNA CATASTROFE di Piermario Ardizio e si trova a pag.40.

Quello che segue invece è un breve articoletto, che trovo molto interessante e che vi trascrivo integralmente.

NUOVI INDIZI DI VITA MARZIANA
Scoperti anche sulla Terra nanobatteri piccoli come quelli (presunti) marziani.
Due notizie di origine diversa sembrano rafforzare l'ipotesi che su Marte possano essersi sviluppate forme di vita elementari. La prima proviene dallo stesso gruppo di ricercatori della NASA che tre anni fa annunciò, sollevando molto clamore, di aver trovato tracce fossili simili a batteri terrestri (ma molto più piccole) all'interno di una meteorite proveniente da Marte, denominata ALH84001. La seconda dall'Australia, dove un'équipe di ricercatori dell'Università del Queensland ha scoperto, in campioni di roccia prelevati nel corso di prospezioni petrolifere, colonie di batteri le cui dimensioni sono molto più piccole di qualsiasi altra forma vivente finora conosciuta sul nostro pianeta. I risultati del gruppo della NASA si riferiscono all'analisi di una meteorite marziana vecchia di 1,3 miliardi di anni caduta nelle vicinanze del villaggio di Nakla, in Egitto, il 28 giugno 1911 e di un'altra, la cui età è stata valutata intorno a 165 milioni di anni, che arrivò sulla Terra vicino a Shergotty, in India, nel 1865. La meteorite di Nakla faceva parte di uno sciame composto da una quarantina di pezzi, di uno dei quali si racconta che nella caduta colpì un cane uccidendolo. L'analisi dei due campioni, come nel caso di ALH84001, la meteorite che fu al centro dell'attenzione mondiale nel 1996, ha dimostrato che la composizione isotopica dei gas intrappolati all'interno è del tutto simile a quella della tenue atmosfera marziana, confermando quindi la loro provenienza.
La meteorite di Nakla contiene piccolissime strutture che potrebbero essere microrganismi fossili, alcuni di forma sferoidale, altri allungati. Le loro dimensioni, comprese tra 0,2 e 1 mm, sono molto maggiori di quelle delle analoghe formazioni trovate nella meteorite ALH84001 e simili a quelle dei batteri terrestri.
Alcuni di questi presunti microrganismi fossili marziani mostrano strutture allungate che assomigliano ai flagelli di cui sono dotati alcuni batteri terrestri. Un particolare che rafforza l'ipotesi di forme di vita elementari fossili è il fatto che queste formazioni sono state trovate raggruppate in zone separate tra loro all'interno del meteorite, una distribuzione analoga a quella delle colonie batteriche terrestri. Se infatti si trattasse di precipitati chimici, questi sarebbero distribuiti in maniera omogenea.
Ma altri esperti appaiono scettici. Il problema maggiore è che la meteorite dopo la sua caduta è stata a contatto con l'ambiente terrestre per quasi cento anni e quindi potrebbe essere stata contaminata. Si tratta di un'obiezione accettata dai microbiologi della NASA, i quali ammettono che la distinzione tra batteri terrestri e di eventuale origine marziana non è facile. Nei mesi scorsi, analisi sulla meteorite ALH84001 avevano smentito l'esistenza di batteri fossili al suo interno, in particolare perché le dimensioni apparivano molto minori di quelle dei più piccoli batteri terrestri, denominati mycoplasma, che misurano tra 150 e 200 u.m. Ma nel caso delle meteoriti di Nakla e Shergotty il confronto tra le presunte strutture batteriche fossili e analoghi organismi terrestri ha mostrato una forte somiglianza strutturale. Che su Marte nel passato sia stata presente acqua allo stato liquido sembra molto probabile, e nelle immagini delle sonde automatiche troviamo molte tracce lasciate dalla presenza di antichi bacini e dallo scorrere di fiumi. Un ambiente quindi favorevole allo sviluppo di forme di vita elementari, grazie anche alla presenza di un'atmosfera più densa che dovrebbe aver permesso temperature superiori alle attuali. Ma è possibile raccogliere prove certe del fatto che la vita su Marte si è sviluppata, superando i drastici cambiamenti climatici ancora inspiegabili cui il pianeta è stato soggetto in passato? Certamente sarebbe di estrema importanza dimostrare che le microscopiche formazioni individuate nella meteorite di Shergotty, la più giovane delle tre, sono proprio le tracce fossili di batteri marziani.
Un supporto indiretto all'ipotesi che le strutture individuate nella meteorite ALH84001 siano in realtà resti fossili di batteri è venuto da un gruppo di ricercatori australiani che, in campioni di roccia sedimentaria, denominata illitè, prelevati a una profondità compresa tra 4 e 5 km e risalenti ai periodi Triassico e Giurassico, hanno scoperto microrganismi viventi le cui dimensioni sono comprese tra 20 e 150 nm e sono perciò le più piccole forme viventi finora trovate sul nostro pianeta. Una delle principali obiezioni riguardo ai presunti fossili della meteorite ALH84001 era infatti che eventuali forme viventi così minuscole avrebbero avuto un volume insufficiente per contenere il materiale genetico ed enzimatico essenziale per la vita. I ricercatori australiani hanno invece scoperto che questi organismi contengono materiale genetico (DNA) e si trovano raggruppati in "colonie" che si sviluppano spontaneamente. È stata inoltre esclusa la possibilità che si tratti di materiali non biologici, come minerali cristallini, carbonati, fullereni o polimeri non viventi. La scoperta di questi nanobatteri terrestri, battezzati dai ricercatori australiani nanobes, rende più plausibile il fatto che le microscopiche formazioni trovate nella meteorite marziana potrebbero essere realmente i resti di primordiali forme di vita.
Infine, il comportamento dei nanobes fa pensare che non sia impossibile il trasferimento interplanetario di organismi biologici per mezzo di meteoroidi o comete (panspermia). I nanobatteri, infatti, sono sopravvissuti all'intensa radiazione del microscopio elettronico con il quale sono stati esaminati (condizioni simili a quelle dello spazio interplanetario) dopo essere stati prelevati da un ambiente molto caldo (oltre 150 °C) e con elevate pressioni, come quelle esistenti a una profondità di 5 km (condizioni per certi versi prossime a quelle estreme a cui il materiale cosmico è soggetto durante un impatto o nel corso dell'interazione con l'atmosfera terrestre). Finora sulla Terra non erano state trovate forme di vita a temperature superiori a 113 °C. E quindi certo che, se confermata, questa scoperta riaccenderà il dibattito, peraltro mai sopito, sulla possibile esistenza di forme biologiche su altri corpi del nostro sistema planetario e, più in generale, nell'Universo. Se infatti forme di vita primitiva possono sopravvivere nelle profondità dei ghiacci antartici o a chilometri di profondità sotto la superficie terrestre, non è detto che non possano anche essere presenti nel suolo marziano o sotto la crosta ghiacciata di Europa.
Mario Di Martino

Concludendo questa carrelata di notizie dal mondo astronomico vi ricordo che un fatto è avere scoperte che ci fanno concludere sulla probabile eventualità di un universo pieno di vita e, un altro è che gli ufos sono navi stellari pilotati da alieni. A tutt'oggi non esiste prova di questo.
Dai Newsgroup:

ESPLOSIONE NEL SALENTO

Alle 7 del mattino del 1 giugno in tutta la parte nord del Salento (da Lecce a Otranto circa, lungo 40 km) si è udita una violentissima esplosione, forse due.
Contattata da una rete locale, la caserma di Torre Veneri (15 km da Lecce), dove avvengono spesso esercitazioni, ha negato qualsiasi tipo di attività, mentre dall'Aeronautica fanno sapere
che potrebbe essersi trattato del boato di un aereo dovuto al superamento della barriera del suono.
Plausibile, se non fosse che tale boato è udibile in un raggio di 1-2 km, non 20.
La tv locale parla di testiomonianze che vorrebbero un aereo in avaria nei pressi di Torre Specchia (30 km da Lecce), del quale poi non si è saputo più nulla.
 
Spero di poter dare ulteriori notizie in seguito.
 
IN MEDIO ORIENTE
Da uforeports:

STRANE NUVOLE

Il 31/05/99 alle 14:00 sono state avvistate da Ofira, dalla base dell'Air Force in Egitto delle formazioni dritte di nuvole bianche (sopra lo stretto di Ofturan che sta tra lo stretto di Aqaba e il Mar Rosso). Si trovavano circa 15-20 chilometri a largo nell'oceano e si muovevano in direzione di Luxor. Sono state viste da varie località. Il testimone che ha segnalato il fatto sostiene che non potevano essere nuvole perchè erano lunghe, avevano la forma arricciata come lasciate da un missile di passaggio. Non si sono sentiti rumori e sono state viste anche a 100 chilometri a nord del luogo della segnalazione. Il testimone afferma di avere visto sette strisce ma altri avvistatori a Nuwebia affermano di averne viste 12 o 13.

DALLA GIORDANIA

Il 30/05/99  nella città di Al-Aga'ba Al Agaba sono stati visti degli oggetti che sembravano missili, molto brillanti e muniti di coda che andavano veloci in cielo. La direzione era quella della Mecca per il Mar Rosso. Il cielo era sereno e il tempo soleggiato.

Aggiungiamo: che siano gli oggetti che hanno provocato le strane strisce? Senza altri particolari lasciamo la domanda in sospeso.