Caso 244SR94 - IR3
Nonostante la giornata domenicale ed il passaggio dall'ora solare a quella legale avvenuto nel corso della notte, la signora Laura (i dati personali completi sono riservati), insegnante, alle 07:30 era già in piedi da alcuni minuti, abituata a svegliarsi ogni mattina alle 06:30. Tra i suoi primi gesti quotidiani, da anni c'e' quello di spalancare la finestra della camera da letto e del soggiorno per far prendere aria all'appartamento e, indossata una vestaglia, di uscire sul balcone della cucina per aprire l'impianto del gas e godere per qualche minuto della vista del mare, distante in linea d'aria poche centinaia di metri. Quella mattina però qualcosa di insolito attrasse la sua attenzione: una sorta di palloncino, alto in cielo, che dal mare si avvicinava lentamente alla costa con una traiettoria rettilinea. Dapprima piuttosto piccolo, tanto da non distinguere quasi il colore nella tenue foschia del primo mattino ( oltretutto la giornata era un po’ nuvolosa ed il sole non era visibile, un po’ perché ancora basso sull'orizzonte, un po’ perché nascosto da alcune costruzioni antistanti l'edificio dove abita la testimone), poi via via più grande man mano che si approssimava, lo strano palloncino proseguiva imperturbabile nel suo moto, incuriosendo la sua osservatrice.
La vista dall'appartamento
Finchè avvicinatosi ancora di più Laura riuscì a scorgere anche ad occhio nudo che quell'oggetto si componeva di tre parti: un corpo centrale più grosso e due appendici più corte e strette. Laura tradusse immediatamente quelle forme in un busto privo di testa e due gambe mozze e, correndo al pensiero dell'umanoide volante che alcuni mesi prima era stato avvistato in città (tra gli altri, anche da un suo conoscente), eccitata dall'idea di stare assistendo alla visione di qualcosa di simile, rientrò in casa per prendere il binocolo del figlio ed osservare meglio quell'individuo. Pochi secondi dopo era nuovamente al posto di osservazione e poté vedere che quell'essere, giunto quasi sulla verticale di un campetto di calcio in terra battuta (che insieme ad un tratto di terreno incolto si frappone fra la costa ed il palazzo in cui abita), stava cambiando inclinazione di circa 80 gradi rispetto all'assetto fino ad allora mantenuto e cominciava a scendere "senza esitazione" verso terra, con la parte superiore, più gonfia, verso l'alto e le due appendici verso il basso. Laura non provava paura, ma si sentiva molto emozionata, al punto di avere le mani che gli tremavano. Così per osservare con il binocolo quell'essere a circa 200 metri da lei, forse poco più, fu costretta ad appoggiarsi coi gomiti sulla ringhiera del balcone. L'entità era intanto atterrata al di là del lato di recinzione del campetto opposto al palazzo dove la testimone abita, in una zona di terreno incolto, piuttosto accidentato per i vari dislivelli, semi coperto da erbe, arbusti selvatici e laterizi disordinatamente gettati qua e là. In questa posizione, Laura non poteva più vedere le gambe, che risultavano nascoste dalla vegetazione, al di sopra della quale sporgeva solo il busto. La testimone non è pertanto in grado di affermare se l'UFO si sia o meno effettivamente poggiato al suolo. Della figura, che spiccava per la vivace tinta arancione ("come quello dei pompieri") che la colora, grazie al binocolo Laura poté osservare alcuni particolari. Sulla sommità, più o meno al centro, c'era una specie di "maniglia" sottile. Nella parte superiore del busto vide invece due apertura rettangolari e grigie che, divenendo ora più chiare ora più scure, le davano l'impressione di aprirsi e chiedersi come una saracinesca. A tratti, lungo il profilo superiore della figura, alll'altezza delle due aperture descritte, si manifestavano dei "flussi di colore grigio", in concomitanza dei quali l'essere pareva allungarsi, modificando in tal senso la sua forma, che, nella sua parte superiore, da rotondeggiante appariva spigolosa e trapezoidale. Sempre più convinta che dentro quell'involucro ci fosse un essere vivente. Laura cercò di memorizzare il maggiore numero di dettagli di ciò che stava osservando ma, per quanto si impegnasse, le sembrava di non riuscire a mettere a fuoco la forma della parte superiore di quell'individuo. Ricorda invece perfettamente il movimento di torsione che l'essere più volte e lentamente compì col busto, da sinistra verso destra finche, giunto nel punto di maggior torsione, non riuscì più a vederne le due aperture sul corpo. Lo squillo del telefono la distolse dall'osservazione e dopo aver raccontato al marito, autore della chiamata, quello che aveva appena visto, constatò che di quell'individuo purtroppo si era persa ogni traccia. Al suo posto erano visibili soltanto un gruppo di cani randagi, al cui avvicinamento la testimone ha imputato la fuga dell'essere. A Laura non rimase quindi che rientrare in casa, bob senza un pizzico di delusione, che per un po’ l'avrebbe spinta a continuare a sbirciare fuori nella speranza di veder ricomparire l'UFO.
Il disegno
Più tardi raccontò ai figli l'accaduto e al ritorno dalla messa, con gli stessi, si avviò verso il luogo del presunto atterraggio, ma senza raggiungerne il punto esatto a causa della natura accidentata del terreno e temendo che i bambini potessero pungersi con una delle numerose siringhe usate sparse nella zona. L'intero avvistamento, la cui durata è stata stimata dalla testimone in circa dieci minuti (sino allo squillo del telefono), si è svolto in condizioni di visibilità definite buone dalla testimone. Infatti, sebbene il sole non fosse ancora visibile e nell'aria fosse visibile una leggera foschia tipiche delle prime ore successive all'alba, la testimone afferma che vi fosse una luminosità diffusa sufficientemente da non alterare l'osservazione di un oggetto più o meno ravvicinato come quello apparsole. Per completare il quadro delle condizioni meteorologiche di quella mattina occorre aggiungere che il cielo si presentava parzialmente coperto da nubi alte e stratificate. A tal proposito la testimone non ricorda se nel corso della giornata vi siano state addirittura delle brevi e leggere precipitazioni. Parimenti non ricorda se vi fosse vento. La testimone non ha difetti di vista, non usa quindi occhiali di alcun tipo e per oltre metà della durata dell'avvistamento ha osservato l'UFO attraverso un binocolo.