Caso 11CL54 - DD

Dalla Piazza Umberto I di Gela una quarantina di cittadini, tra cui V. M., presidente dell' U. S. Terranova ; C. D., vicedirettore dell' Esattoria comunale; G. P., impiegato dell' Ente Acquedotto Siciliano, nonche' S. C.; F. C.; G. A., ed E. M. (tutti impiegati delle poste) assistettero al passaggio ad alta quota di una ventina di "misteriose macchine aeree" dalle forme piu' strane, ma in particolar modo a "disco" e a "sigaro". Esse, che erano di un colore grigio - metallico, e della grossezza di un "bottone", si presentavano una dopo l'altra con intervalli di solo qualche secondo e procedevano da Sud verso Nord ad una velocita' tale che non era possibile seguirle con lo sguardo.
Il fenomeno suscito' in tutti gli osservatori una profonda emozione. Alcuni momenti dopo il passaggio dello stormo discese dal cielo una "candida cortina", che si sciolse in infinite particelle di straordinaria leggerezza e che si propago' ovunque, sino ad una decina di chilometri da Gela. Infatti il fenomeno della bambagia fu visto anche dal tratto stradale Gela - Vittoria dal corrispondente del "Corriere della Sicilia", Professor G. M., dal Dott. A. L., dall'avvocato O. G., dal dott. G. e da altri, che si recavano a Modica per assistere alla partita di calcio Modica - Gela.
Un centinaio di grammi di materiale filiforme, misto a batuffoletti bianchi, fu anche sottoposto ad esame e risulto' composto da "fibre vetrose". I quotidiani siculi dettero notizia dell' avvenimento in prima pagina.

Estratto di articolo di approfondimento del GDM 72.

L'episodio:
Il 14 novembre si presentava come una giornata particolarmente mite. Una di quelle meravigliose giornate che la Sicilia sa darci anche in autunno inoltrato e che fanno dimenticare le inclemenze della cattiva stagione, stemperando l'atmosfera in un tiepida e solare serenita': cielo limpidissimo, mare tranquillo, temperatura dolce e assoluta mancanza di vento...
Il fenomeno si manifesto' alle 10:45 di quel mattino. Era domenica e la piazza Umberto I, che si apre al centro della citta', era affollata dalla gente che profittava del giorno di riposo festivo per godersi all'aperto quell'inaspettato stupendo clima, che sembrava riproporre il giorno di un'estate ormai lontana.
Improvvisamente il cielo fu solcato da una formazione, o meglio, da piu' formazioni di misteriosi oggetti discoidali o fusiformi che passarono velocissimi traversando l'ampio squarcio di cielo, visibile fra i tetti delle case, tenendo una rotta sud nord.
L'avvistamento degli oggetti, circa una trentina, dal colore grigio azzurro e dalle apparenti dimensioni di un palmo, che si susseguivano in rapidissime sequenze, duro' quasi mezzo minuto, il che da' un'idea dell'altissima velocita' che essi tenevano.
Al passaggio degli straordinari velivoli si formo' a grande altezza una specie di caligine biancastra, che si rivelo' poi essere formata da una massa di filamenti candidi, che scesero come una pioggia leggera spargendosi sull'abitato e nei dintorni (alcuni grumi della insolita sostanza che fu poi accertata essere materia silicea, furono raccolti anche a dieci chilometri di distanza ad ovest di Gela).
I numerosi e stupiti testimoni, che assistettero alla straordinaria manifestazione, supposero in un primo tempo che tale strana nevicata a ciel sereno fosse dovuta a cascami di cotone raccolti e trasportati dal vento, dalle locali aziende cotoniere. Ma l'assoluta' immobilita' dell'aria fece presto scartare tale ipotesi, poi, quando raccogliendo il materiale, che si adagiava lentamente in grumi filamentosi, si venne a constatare che aveva una consistenza diversa dal cotone e presentava un'aspetto opalino e friabile, simile allo zucchero filato. La caduta della bambagia si protrasse per quasi 15 minuti.
Anche delle persone che si trovavano alla periferia della citta' constatarono la caduta dello strano materiale. Fra le altre il professore G. M., corrispondente del Corriere di Sicilia e de L'Ora, il quale stava percorrendo in macchina la statale Gela-Vittoria in compagnia dell'avvocato O. G., del dottor G. e di altri amici, con i quali si recava a Modica per assistere alla partita di calcio Modica - Terranova, ebbe modo, insieme con loro, di osservare il fenomeno e di raccogliere qualche fiocco di quella sostanza. Il professor M. fece un'ampia relazione del caso in due articoli comparsi sul Corriere di Sicilia.
Fra i numerosi testimoni che assistettero alla vicenda di Piazza Umberto I il Cav. V. M., che si trovava con altri amici a sostare sul luogo in attesa di entrare dal barbiere, raccolse una certa quantita' (circa cento grammi) della bambagia caduta e l'affido' in seguito al dottor A. L., direttore del locale ospedale, per farla analizzare. Non sono noti i risultati di tale analisi, oltre al particolare che si trattava di sostanza a base di silicio.
Articoli apparvero anche sul Giornale del Mattino e sulla Gazzetta del Veneto del 17 novembre. Anche Perego, a pag. 22 del suo libro "svelato il mistero dei dischi volanti" cita ampiamente il fatto.
Il caso e' stato anche riesaminato dal gruppo "aura" di Gela, con delle interviste ai testimoni che e' stato possibile rintracciare. Il cav. M. oltre a confermare quanto gia' scritto sopra ha aggiunto che gli oggetti erano sia discoidali che sigariformi. Dopo aver fatto esaminare la bambagia raccolta all'ospedale fu avvicinato e interrogato da un alto ufficiale dell'Aeronautica Militare, il Col. B., che era venuto a Gela per indagare sul caso in forma ufficiosa. Il signor C. D. aggiunse che il colore degli oggetti sembrava argenteo.  Il professor M. ha accennato all'assoluta' attendibilita' dei testimoni e all'ipotesi che la distinzione degli oggetti in discoidali e fusiformi fosse semplicemente dettata dalla diversa linea di vista e che in effetti gli oggetti fossero tutti rotondi. Una notazione importante da fare e' che il fenomeno avvenne nella pressoche' mancanza di rumore.

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Fenomeno interessante perche' analogo a quello molto piu' famoso che interesso' Firenze nell' Ottobre dello stesso anno. Numerosi e qualificati testimoni, volo in formazione, caduta di bambagia sono gli elementi in comune fra i due avvistamenti.