Due nuovi pianeti scoperti al di fuori del Sistema Solare
Di Andrew Quinn

San Francisco (Reuters) - Con la scoperta di due nuovi pianeti trovati  in orbita intorno ad altrettante  stelle distanti, è salito a 12 il numero di pianeti rintracciati all'esterno del nostro Sistema solare. Un gruppo di Astronomi ha affermato, giovedì scorso', che i due pianeti, uno che gira con un'orbita ben circolare intorno ad una stella e l'altro che percorre intorno al suo sole una traiettoria molto simile al percorso che compie la terra, possono fornirci delle tracce per comprendere le regole che governano la formazione dei sistemi planetari e nella ricerca di vita extraterrestre. Geoffrey Marcy, della San Francisco State University e che ha contribuito alla scoperta di 9 dei 12 pianeti sino ad adesso trovati, ha affermato: "Con certezza, quello che stiamo facendo noi tutti è scoprire pianeti dove l'evoluzione potrebbe avere avuto una pur piccola possibilità. Sono anche i primi pianeti scoperti dal telescopio Keck nelle Hawai, lo strumento di migliore risoluzione ottica nel mondo. Marcy e un gruppo comprendente Paul Butler dell'osservatorio Anglo-Australiano stanno adoperando il telescopio per trovare traccia, su più di 400 stelle, dei caratteristici "Wobble" (oscillazioni) causati dall'influenza gravitazionale dei pianeti orbitanti. Entrambi i due nuovi pianeti scoperti sono stati stimati all'incirca della grandezza di Giove. Ma uno dei due ha una aspetto similare alla terra ed è in orbita intorno ad una stella, chiamata HD 210227, distante all'incirca 68 anni luce dal sole.  Sebbene l'orbita del pianeta sia ellittica, con la conseguenza di bruschi cambiamenti climatici all'allontanarsi o all'avvicinarsi alla stella, la media della distanza orbitale è all'incirca la stessa di quella della Terra. Su quel pianeta gli inverni dovrebbero essere freddi in maniera straziante e le estati insopportabilmente calde, ma complessivamente il suo anno dura 437 giorni terrestri, il valore più vicino a quello della Terra fino ad adesso trovato.
Marcy afferma: "Abbiamo scoperto pianeti la cui orbita si trova o più vicina o più lontana dalla propria stella rispetto a quella della Terra dal Sole. Ci chiedavamo per quale ragione la natura disponga così raramente i pianeti come la Terra. Adesso sappiamo che tali pianeti non sono rari."
L'altro nuovo pianeta, che orbita intorno alla stella HD 187123 distante circa 154 anni luce, fu scoperto dopo che il Team di Marcy ricevette un suggerimento da uno studente universitario inglese. Dopo aver ricevuto la lista di Marcy (all'inizio dello studio) che conteneva le stelle con maggiore probabilità di avere pianeti, Kevin Apps, uno studente dell'Università del Sussex laureando in fisica e astrofisica, suggerì di sostituire 30 di loro con una "Solar Ringers" (che si potrebbe tradurre come una cordata solare o lista solare e, in altre parole, nel significato di stelle simili al sole) che egli pensava fossero più somiglianti al sole.
Una delle stelle candidate da Apps, HD 187123, rilevò avere un pianeta gigante, tipo Giove, che era legato alla stella in un'orbita così stretta da compiere una rivoluzione completa in soli tre giorni. Marcy ha affermato che, il team di ricercatori che usa il Keck per esplorare il cielo e che adesso ufficialmente comprende anche Apps, contava di trovare, nei mesi a seguire, molti più pianeti. L'obiettivo reale sarebbe provare che uno dei nuovi sistemi scoperti assomigli al nostro. "Siamo curiosi di sapere se il nostro sistema sia una cosa inusuale o addirittura unica o se è vero il contrario."
Questa settimana, un altro team di scienziati ha annunciato di aver trovato, intorno ad una stella doppia (un sistema multiplo di stelle che sono molto più frequenti nell'universo rispetto ai soli solitari), quello che dovrebbe essere un raggruppamento di pianeti. Questa scoperta potrebbe potenzialmente significare che esistono un gran numero in più di sistemi planetari e, pertanto, aumentare la probabilità di trovare sistemi simili al nostro.
        "Pianeti giganti tipo Giove, a grande distanza dalla loro stella, suggerirebbero dei sistemi solari ospitati, ma in un numero di più di 400 stelle nessuna ha un pianeta tipo Giove a cinque volte la distanza Sole-Terra e questa potrebbe essere una realtà raggelante. Sarebbe il primo segno che la terra è veramente un oggetto inusuale e che la vita potrebbe essere rara."  (sulla traduzione di queste ultime righe tra virgolette non sono del tutto sicuro per via del termine rot; qua mi potrebbe aiutare Albino molto più abituato di me a leggere testi scientifici in inglese).
 

Traduzione di Davide Ferrara