DOTTRINA CATTOLICA E UFO
di Attilio Consolante
Chi per primo avanzo',
seriamente e razionalmente, l'ipotesi di una possibile abitabilita' di altri
mondi e delle stelle fu Niccolo' Chrypffs (1401-1464), nato a Cusa in Germania,
grande filosofo e Cardinale di Santa Romana Chiesa. Nella sua celebre opera
De Docta Ignoramtia (libro 2, 12), il Cusano scriveva; ""...sebbene
Dio sia il centro e la circonferenza di tutte le regioni atellari, e sebbene
da Lui derivino tutti i diverai gradi di nobilta' xhe si possono trovare negli
abitanti di qualsiasi regione dell'universo- il quale, perche' non resti vuota
alcuba sua parte, puo' benissimo essere tutto abitato, e non solo gia' questa
nostra terra, forse abitata da esseri di minor valore rispetto a quelli degli
abitanti delle altre parti dell'universo- tuttavia non si puo' credere che,
per cio' che riguarda la natura intellettuale, si possano dare esseri piu' nobili
e piu' perfetti di quelli che abitano la terra come propria dimora, in rapporto
a tale loro natura intellettuale, sebbene abitanti di altre schiatte vi possano
essere in altre stelle; l'uomo, infatti, non desidera gia' una diversa natura
di quello che e', ma solo di essere perfetto della propria. Non si possono,
dunque, confrontare gli abitanti delle altre stelle, di qualunque specie essi
siano, con quelli che sono gli abitanti della terra nostra, anche se la regione
di quelle abbia con la regione della nostra terra, nell'economia generale dell'universo,
qualche rapporto a noi sconosciuto, di modo che gli abitanti della terra esercitino
veramente una certa influenza sugli abitanti di quella....."""""
Ma l'ipotesi del grande filosofo e Cardinale passo' inosservata, perche' le
menti erano ancora legate al sistema cosmico dell'alessandrino Claudio Tolomeo
(2^ sec d.C.): la terra, immobile, era aò centro dell'universo; il sole,
la luna e le stelle (computate a due o tremila) ruotavano attorno alla terra
per illuminarla, favorire la generazione e corruzione dei corpi, influenzare
indirettamente il destino degli uomini.
Quando Niccolo' Copernico (1473-15439 dimostrò che la terra, come tutti
gli altri pianeti, gira su se stessa e attorno al Sole; quando Galileo Galilei
(1564--1642) con il suo cannocchiale, rivelo' nella luna e in altri corpi celesti
in condizioni analoghe a quelle della terra, cominciarono a divampare le lotte
e le polemiche sull'ipotesi antecedente formulata dal Cardinal Niccolo' Cusano.
Labate Giovanni Ciampoli, fecendosi interprete dei timori per la Religione
e il Domma rivelato,, il 28 febbraio 1615 scriveva al Galilei: Il
Cardinal Barberino, il quale, come ella sa per esperienza, ha sempre ammirato
il suo valore, mi diceva pure iersera, che stimerebbe in queste opinioni maggior
cautela il non uscir dalle ragioni di Tolomeo o di Copernico, o finalmente che
non eccedessero i limiti fisici o matematici, perche il dichiarar le Scritture
pretendono i teologi che tocchi a loro; e quando si porta novita, ben
che per ingegno ammirando, non ognuno ha il cuore senza passione, che
voglia prender le cose come son dette; chi amplifica, chi tramuta: tal cosa
esce di bocca dal primo autore, che tanto sara trasformata nel divulgarsi,
che piu non la riconoscera per sua. E io so quello che dico: perché
la sua opinione quanto a quei fenomeni della luce e dellombre della parte
pura e delle macchie, pone qualche similitudine tra il globo terrestre e il
lunare; un altro cresce, e dice che pone glhuomini abitatori della luna;
e quellaltro comincia a disputare come possano essere discesi da Adamo,
o usciti dallArca di Noe, con molte altre stravaganze che ella non
sogno mai. (Le Opere di Galileo Galilei- ED. Naz- vol 12 pag.146).Ben
presto, tuttavia, ai teologi apparve come la teoria Copernicana non era in contrasto
con nessun dogma della Dottrina Cattolica e con nessuna affermazione della Sacra
Scrittura seriamente interpretata. E cosi lipotesi del Cardinal
Cusano venne apertamente e pubblicamente ripresa d EMINENTI STUDIOSI E TEOLOGI.
(Padre A. Secchi, Le Soleil-Parigi 1870. Le stelle- Milano 1877- Cardinal Pietro
Maffi , Nei Cieli- Torino 1928- A. Mueller- Elementi di Astronomia- Roma 1926-
T.Ortolan, Etudes sur la pluralite des mondes habitus, Paris 1893- F.
Denza, Le armonie dei cieli, Firenze 1935- G, Donat Cosmologia, Innsbruck 1936)
e da celebri predicatori (J, Monsabre, Esposizione del domma cattolico,
conf 102- J. Felix La Genese et les sciences modernes, Paris 1863- Pinard de
la Boullaye, La persona di Gesu, conf,1- Gibier, Dieu et son ovre, Paris
1907
Il grande Monsabre si chiedeva: Perche gli astri non
sarebbero popolati da esseri meno grandi degli angeli, ma piu grandi di
noi? Tra la vita intuitiva dei puri spiriti e la nostra vita composta, ragionevole,
sensitiva e vegetativa, vi e luogo per altre vite
Non e forse
perche il divino Pastore volendo condurre tutto il suo gregge al pascolo
della eterna felicita, lascio negli spazi le novantanove pecorelle
per venire a cercare quaggiu la centesima smarrita?
Ed e proprio nella parabola del Buon Pastore- il quale lascia nel chiuso
dellovile le novantanove pecore per andare a cercare la centesima smarrita
( Vangelo secondo S.Luca xv vv. 1-7)- che alcuni intravedono una allusione favorevole
alla teoria della abitabilita dei mondi. Infatti, la parabola si interpreterebbe
nel senso che Gesu avrebbe lasciato gli abitanti degli astri, supposti
innocenti (99 pecorelle), per scendere a salvare gli abitanti terrestri peccatori
(la centesima pecorella che si e smarrita)
Unaltra allusione favorevole si vorrebbe anche trovare nelle parole di
San Paolo ai Colossesi (Col 1,20): Piacque a Dio
di riconciliare
tutte le cose in lui
sia quelle che stanno sulla terra, sia quelle che
stanno nei cieli; e, poiche gli angeli buoni non furono certamente riscattati
da Gesu, la frase quelle che stanno nei cieli
dovrebbe riferirsi alla umanita degli astri.
Conviene, tuttavia, dire subito che questi testi e altri nel Nuovo Testamento
non provano nulla quanto alla questione della abitabilita
dei mondi; altro e il loro senso primo, secondo la dottrina della Chiesa;
si puo bensi dire, con alcuni teologi, che, posta la dimostrazione
scientifica della pluralita dei mondi abitati, tali testi avrebbero anche
alluso in termini velati alla esistenza di questi abitatori astrali
(C. Testore, in Enciclopedia cCattolica, vol1 col.85)
LIMITI DELLA QUESTIONE
Se la Dottrina Cattolica
ammette la liberta di opinione e di discussione sulla possibile abitabilita
dei mondi, quali esseri abiterebbero realmente questi mondi?
Non poco indulgendo alla fantasia, il Cardinal Niccolo Cusano gia
ne tentava una descrizione filosofica (op cit 1 ,c): Ancor meno,
e sempre in modo in adeguatissimo, potremo sapere alcunche intorno ad
abitanti di altre regioni solo sospettando che, se ci sono abitanti nel sole,
essi saranno piu perspicui e piu illuminati dal lato intellettuale
che non siamo noi, piu spirituali anche degli abitanti che si trovino
nella luna, dove i lunatici saranno meno materiali e meno grossi di quello che
siano i terreni, cosicche si potra dire che i solari, per la loro
natura intellettuale, sono molto in atto e poco in potenza, i terreni, invece,
piu in potenza e poco in atto, mentre i lunatici sono in mezzo tra gli
uni e gli altri
Cio si puo arguire dallinfluenza ignea
del sole, da quella ignea e nello stesso tempo acquatica ed aerea della luna,
dalla opacita materiale della terra, e cosi delle altre stelle,
potendosi veramente congetturare che nessuna regione manchi di abitanti, quasi
che tante siano le parti cosmiche particolari dellunico universo quante
sono le stelle delle quali non vi e numero, cosicche luniverso
veramente nella sua unita universale sia la trinitaria contrazione, che
per processo quaternario si esplica in tanti particolari da non esserci numero
che le esprima, salvo presso Colui, cioe Dio, che ogni cosa ha creato
nel numero.
Dallimmaginazione del Cusano resta accettabile la libera opinione che
da nessuna stella si puo escludere la vita di esseri ragionevoli, sia
pure diversissimi da noi nellanatomia, fisiologia, psiche, ecc.
In termini odierni, quindi, per abitabilita dei mondi si intende
un complesso di condizioni adatte alle forme di vita terrestre, senza escludere
la possibilita di forme di vita adatte a biosfere completamente diverse
dalla terrestre.
Percio e da escludersi che gli Angeli dimorino
nei mondi sparsi negli spazi come veri e propri abitanti: puo essere ammesso,
invece, che abbiano relazione con essi, come lhanno con il nostro globo,
qualora negli altri mondi ci fossero enti ragionevoli da soccorrere o da tentare.
Nella questione, quindi, della abitabilita degli astri, non si possono
comprendere gli Angeli, perche essi, data la loro perfetta spiritualita,
sono bensi capaci di rapporto con i mondi materiali, come con il nostro,
ma non possono abitarli nel senso stretto della parola (A. Perego, La Creazione,
Brescia-1958)
Il problema si riduce a possibili abitanti di altri mondi come noi, cioe
ad esseri ragionevoli composti di materia e spirito, anche se distribuiti in
specie diversissime dalla nostra.
Nella questione, non si puo, ancora, non tenere calcolo del responso della
scienza moderna sul nostro sistema solare.
Gli astronomi sono generalmente concordi nellaffermare che nei pianeti
del sole e loro satelliti, eccettuata la terra, non ci sono le condizioni indispensabili
per una vita umana uguale alla nostra. Mercurio e privo di atmosfera;
nella faccia che tiene sempre rivolta al sole, raggiunge la temperatura di circa
350 C, mentre sullaltra faccia, dove impera la notte perpetua, il freddo
si avvicina allo zero assoluto. Venere e denso di nubi cariche di acido
carbonico, la pressione al suolo e elevatissima e la temperatura quella
del piombo fuso. Marte presenta condizioni piu simili alle terrestri;
la temperatura media e di 40 C; latmosfera e molto
piu tenue della nostra e dalle recenti missioni spaziali con robottini
oggi non si esclude la possibilita che un tempo vi abbia albergato la
vita, anzi che questa sia ancora presente nel sottosuolo sotto forma di virus,
batteri o organismi estremofili non precisati. Interessanti i satelliti galileiani
di Giove, Europa e Ganimede, dove, sotto enormi lastre di ghiaccio, si estende
un profondo oceano di acqua e forse primitive forme di vita vi abitano. Su Titano,
satellite di Saturno, latmosfera riducente, senza ossigeno, non consente
lo sviluppo di forme di vita superiore e lo stesso dicasi probabilmente per
alcuni satelliti di Urano e Nettuno.
La questione della abitabilita dei mondi si restringerebbe, in conclusione,
ad abitanti di altri sistemi stellari e la scoperta di pianeti di altre stelle
ormai una costante nellUniverso, fa ben sperare.
Ma, ammettendo che la ricerca scientifica in un domani ormai prossimo, ci dica
che esseri ragionavoli come noi esistano su altri mondi o ci abbiano gia
visitato, quale sara la posizione di alcuni domini fondamentali della
Dottrina Cattolica quali, ad es.: lunita del genere umano, il peccato
originale, luniversalita della Redenzione, ecc?
Nella seconda metà dell800, un astronomo italiano ben noto, il
gesuita p. Angelo Secchi (nato a R.Emilia 1818-1878) contemplando limmensità
e le meraviglie del firmamento, riteneva di poter concludere: Per
noi sembrerebbe assurdo riguardare quelle vaste regioni come dei deserti inabitati;
esse devono essere popolate da esseri intelligenti e ragionevoli, capaci di
conoscere, onorare e amare il loro Creatore (Le soleil, Paris 1877, vol 2 pag
480, opera scritta originariamente in portoghese nel 1870).
E qualche anno dopo, il medesimo autore insegnava: La vita empie
lUniverso, e colla vita va associata lintelligenza, e come abbondano
gli esseri a noi inferiori, cosi possono in altre condizioni esisterne
di quelli immensamente piu capaci di noi. Fra il debole lume di questo
raggio divino che rifulge nel nostro fragile composto, mercè del quale
potemmo conoscere tante meraviglie, e la sapienza dellAutore di tutte
le cose, è uninfinita distanza che può essere intercalata
da grandi infiniti delle sue creature, per le quali i teoremi, che per noi sono
frutto di ardui studi, potrebbero essere semplici intuizioni (La
grandezza del creato, Discorso riportato in Appendice delle Lezioni elementari
di fisica terrestre, Torino e Roma 1878, pag 215)
POSSIBILITA
O CONVENIENZA
NON NECESSITA O ESIGENZA
Successivamente allastronomo italiano Secchi, un teologo cattolico tedesco,
Giuseppe Pohle scrisse unopera di vastissima risonanza (Die Sternenwelten
und ihre Bewohner, Kohln (1844) nella quale, in base non soltanto alle scienze
sperimentali, ma anche ai principii della filosofia e della teologia, sosteneva
la convenienza (e, perfino, lesigenza) della pluralità dei mondi
abitati.
Il Pohle desumeva largomento principale dal fine dellUniverso. Dio
ha creato lUniverso per la sua gloria, la quale esige lesistenza
di esseri intelligenti, capaci di conoscere le Opere del Creatore e di tributarGli
la dovuta lode. Ora, luomo terrestre potrà ciò fare in minima
parte perché infiniti mondi stellari saranno sempre fuori della portata
del suo occhio, pur con lausilio dei più potenti mezzi di osservazione.
Chi conoscerà questi mondi per rendere gloria al Dio Creatore? Non gli
Angeli, per i quali la materia sensibile è solo oggetto secondario della
loro intelligenza, che unicamente nellessere spirituale trova il suo oggetto
adeguato. Perciò, al Pohle sembra del tutto conforme al fine
ultimo del mondo che i corpi celesti abitabili siano popolati da creature, che
riferiscano alla gloria del Creatore le bellezze corporee dei loro mondi, nello
stesso modo che fa luomo per il suo mondo più piccolo
(Op 4 ediz, 1904, p.457)
Lautore tedesco, nel suo entusiasmo, andò oltre il segno nel tentativo
di dimostrazione. Se largomento del Pohle fosse preso alla lettera, dovremmo
concludere che Dio non può creare affatto corpi celesti inabitabili e
che pure nelle profondità degli oceani inaccessibili alla umana esperienza,
e sulle stelle che la fisica giudica inabitabili, vivrebbero esseri intelligenti
La pluralità dei mondi abitati non è richiesta né dalla
filosofia né dalla teologia, poiché la creazione avrebbe senso
anche se solo la Terra fosse abitata da esseri corporei intelligenti. Alcuni
teologi, non senza probabilità, ritengono ancora che Iddio avrebbe potuto
creare luniverso sensibile anche senza alcun essere razionale (Beraza,
De Deo Creante, Bilbao, Elexpuru 1921, n 241). Infine, la perfetta libertà
di Dio di creare o non creare, di creare un mondo perfetto o meno perfetto,
priva dogni fondamento una argomentazione per lesigenza di una pluralità
di mondi abitati.
Tuttavia, questa, se non è richiesta, non è neppure esclusa dalla
filosofia re dalla teologia. La speculazione filosofica deve ammettere che Dio
è libero nel creare e che è onnipotente (per definizione). La
teologia, in eventuali altri mondi abitati non vede alcun contrasto con gli
attributi Divini (onnipotenza, sapienza, provvidenza ecc.) e con i dogmi del
peccato originale, dellunità del genere umano, della universalità
della Redenzione di Cristo Se è vero che le condizioni ambientali
e climatiche presentate dalla quasi totalità dei corpi celesti non sono
adatte a sostenere la vita di esseri uguali a noi, è pur vero che non
conosciamo a quali infinite possibilità si estenda lOnnipotenza
divina; e perciò a quante altre specie di sostanze composte di materia
e di spirito possa dare lesistenza. Con quali argomenti si può
escludere, per esempio, che Iddio non abbia potuto (o non possa) dar vita ad
esseri corporei ed intelligenti estremamente resistenti al freddo e al caldo
e magari anche sganciati dalla necessità di respirare e nutrirsi? Luomo
col suo corpo glorificato, come il Vangelo e San Paolo attestano essere la presente
condizione di Gesù risorto, e, per attestazione infallibile della Chiesa,
quella della Vergine, e che sarà anche la nostra condizione dopo la resurrezione
finale se saremo tra gli eletti (1 COR- XV), potrebbe abitare senza alcun danno
negli astri più infuocati o anche alla temperatura dello zero assoluto.
Certo, avere il corpo glorificato è per noi un dono del tutto superiore
alla nostra natura: non si può però dimostrare che Dio non possa
dar vita ad esseri ragionevoli per i quali possedere un corpo uguale a quello
glorificato sia secondo la loro natura. Non possediamo argomenti per asserire
con certezza che Dio abbia creato esseri siffatti, ma non ne abbiamo neppure
per negarne ogni possibilità e probabilità (Perego,
La Creazione, Brescia 1958 pagg 140-1)
Concesse la possibilità e la probabilità daltri mondi abitati
nelluniverso, a noi non rimane che contemplare lincontro tra un
uomo ed un extraterrestre.
QUELLO CHE NON SI TROVERA
Quando un terrestre entrerà in cont atto con esseri di altri mondi, come
lui composti di un principio spirituale (lanima) e di un principio materiale
(il corpo), deve tener presente che questi esseri non farebbero
certo parte della famiglia umana, che ha in Adamo il suo capostipite, nin essendo
possibile spiegare la loro origine come dovuta ad una emigrazione di uomini
terrestri. Di conseguenza non avrebbero il peccato originale, almeno quello
commesso da Adamo e che si trasmette per via di generazione ai suoi discendenti,
né sarebbero stati redenti, almeno direttamente dal secondo Adamo, Gesù
Cristo, venuto in terra per riparare la colpa originale e restituire agli uomini
la Grazia Santificante, della quale erano stati privati per il peccato dei progenitori.
Lordine attuale della Provvidenza, nei riguardi dellumanità,
sincentra su questi due avvenimenti: il peccato originale e la redenzione
Gli
abitanti di altri mondi sono fuori di questordine di Provvidenza, appunto
perché non provenienti da Adamo, e, quindi, non soggetti alla sorte sua
e dei suoi discendenti. Per essi Dio ha concepito ed attuato un piano di fini
e di mezzi al fine, diverso dal nostro: uno dei tanti piani possibili nei riguardi
delle creature intellettuali. Quale esso sia, non sappiamo. Solo una rivelazione
divina ce ne potrebbe informare. ( D. Grasso S. J. La teologia e
la pluralità dei mondi abitati in La Civiltà Cattolica Anno 103
1952- vol 4; quad 2457, pag. 263)
QUELLO CHE SI TROVERA
A noi è lecito formulare legittime ipotesi sullordine di provvidenza,
nel quale vivranno gli abitanti di altri mondi.
Queste ipotesi sono non meno e non più di quattro:
1-Gli extraterrestri vivono in uno stato di natura pura (possibile per esseri
razionali: Enciclica Humani generis di Pio XII, 12 AGOSTO
1950), semza un destino soprannaturale, con il fine di conoscere e amare Dio
attraverso lesercizio della loro intelligenza. Il perdono dei peccati
potrebbero ottenerlo da Dio mediante un atto di contrizione naturale. Dopo la
morte, godranno di una condizione di felicità naturale, come nella dottrina
cattolica comune avviene per i bambini morti senza Battesimo.
2-Gli extraterrestri vivono in uno stato soprannaturale di giustizia originale,
dotati di doni naturali (intelletto e volontà), di doni preternaturali
(immortalità o esenzione dalla morte; felicità o esenzione dal
dolore; scienza infusa o esenzione dallignoranza; integrità o esenzione
dalla concupiscenza), di doni soprannaturali (la Grazia Santificante); gli stessi
doni dei quali furono rivestiti Adamo ed Eva, con la differenza che, contrariamente
a quanto accadde per i nostri progenitori, hanno conservato tali doni, non peccando.
In tale ipotesi, questi esseri intelligenti godrebbero di un benessere materiale
e spirituale a noi ignoto, di una tranquillità sociale perfetta e composta
in armonia, di un progresso scientifico molto superiore al nostro, e passerebbero
alla Vita Eterna per trasformazione e non attraverso il fatto della morte.
3-Gli extraterrestri vivono in uno stato soprannaturale e di caduta senza riparazione.
Questi esseri si troverebbero ancora nella stessa situazione dei nostri progenitori
dopo il peccato di disobbedienza. Per loro si dovrebbe parlare di un bisogno
di Redenzione, senza tuttavia che essi la possano esigere. E Iddio, negando
loro la Redenzione, non sarebbe ingiusto, come non fu ingiusto negandola agli
Angeli decaduti.
4-Infine, gli extraterrestri vivono in uno stato soprannaturale e di caduta
con Redenzione. Per puro atto di amore e di misericordia di Dio, quegli esseri
o sono stati redenti in modo diverso da quello voluto dal Creatore
per i discendenti di Adamo, o da Dio sono stati redenti applicando loro i meriti
di Gesù Cristo, portandoli a conoscenza dellavvenuta Redenzione
mediante una Rivelazione individuale o collettiva, ed esigendone laccettazione
per fede, come condizione e mezzo indispensabile di salvezza (D.
Grasso, art cit 1 pag264) In questultima ipotesi, pur tra differenze ambientali,
somatiche, psichiche, ecc. il terrestre si sentirà drammaticamente fratello
con gli abitanti di altri mondi.
La vita avrà le medesime difficoltà e gli stessi ostacoli morali
e spirituali, secondo lespressione di San Paolo ma vedo unaltra
legge nelle membra mie, la quale combatte contro la legge della mente mia, e
mi rende schiavo nella legge del peccato che sta nelle membra mie
(Lettera ai Romani VII v.23) La vita sociale probabilmente conterrà le
stesse lotte: Nella conoscenza scientifica, gli extraterrestri saranno superiori
o inferiori a noi secondo le esteriori e interiori possibilità più
o meno favorevoli allo sviluppo della loro intelligenza.
NON SARANNO DEGLI ESTRANEI
Quando ci incontreremo con esseri razionali di altri mondi, uguali, simili o
anche superiori e diversi, ci accorgeremo che quegli esseri non ci saranno del
tutto estranei.
E vero che si troveranno distribuiti in specie diversissime da quella
delluomo terrestre, e che ciascuna specie (o tutte le specie) avrà
un suo ciclo storico e un proprio ordine da percorrere, secondo un disegno Divino
a noi ancora sconosciuto. Ma è pur vero che ogni individuo e che la stessa
vita, terrestre o extraterrestre, risponderanno egualmente ai medesimi quesiti
fondamentali dellesistenza.
Anzitutto una comunanza di origine. Da chi proverrebbero gli extraterrestri?
La risposta non ha esitazione.. Quegli esseri, pur se superiori alluomo
terrestre. Saranno inferiori agli Angeli perché, a differenza degli Angeli,
avranno ub principio materiale, (il corpo, anche se glorificato); perciò
saranno esseri contingenti, la cui origine non può che ricondurci a Dio
(Causa Prima). Da Dio, per creazione, diretta dal nulla deriverà il principio
spirituale (lanima) mentre o per creazione dal nulla o per trasformazione
(o evoluzione) da preesistente materia o per generazione (una volta posti i
primi individui creati o formati) proverrà il principio materiale (il
corpo).
In qualunque delle quattro ipotesi accennate si trovino, gli extraterrestri,
al pari delluomo terrestre, saranno vincolati dalla osservanza della Legge
Naturale ( della quale il Creatore ha corredato ogni razionale creatura): a
fare il bene e fuggire il male, secondo i dettami della ragione; anche i Dieci
Comandamenti, comuni nella gran parte agli uni e allaltro secondo un dettame
naturale prima ancora che agli uomini espressamente sanciti da Dio (Deuteronomio,
c.v.) saranno un punto di incontro e un mezzo di feconda collaborazione per
rendere servizio e gloria al medesimo Dio. Una differenza sarà, in caso
di una elevazione allordine soprannaturale di quegli esseri intelligenti,
nelladempimento della Legge positiva Divina, legato al particolare piano
di provvidenza scelto da Dio.
Ed ancora, nellipotesi di una elevazione allo stato soprannaturale con
possibilità di pervenire al fine supremo della Visione beatifica e beatificante
di Dio, un uguale destino attende luomo come quegli esseri, presso il
medesimo Dio, invocato Padre nostro che nei cieli stai
.
COME LI ACCOGLIEREMO
Qualunque incontro un terrestre domani farà, grande sarà,
soltanto se, in umiltà e senza orgoglio alcuno, porterà in meditazione
le parole del Cusano ( De Docta Ignorantia 1: 2- XIII)
Chi non ammira adunque Dio come creatore, il quale di tanta arte ha usato anche
nelle sfere, nelle stelle e nelle regioni degli astri, senza però che
tutto fosse identico, ma in modo che larmonia del tutto riuscisse dalla
diversità dei singoli, proporzionando fra loro in un unico universo le
grandezze, il luogo, ed il moto delle stelle, ed ordinando in tal modo le loro
distanze che se, qualsivoglia regione non fosse quella che è,né
essa potrebbe essere, né essere nel luogo e nello ordine in cui si trova,
né luniverso stesso potrebbe essere, dando ad ogni stella diverso
splendore ed influsso e figura, e colore e calore, il quale è sempre
nella sua attività proporzionale allo splendore, stabilendo infine le
parti dellintero universo in reciproca proporzione nel senso che in qualsiasi
di esse vi è moto verso il tutto?
Di tante e cosi ammirevoli
cose noi non possiamo in alcun modo comprendere la ragione, il che vuol dire
il segreto delloperare di Dio: noi non possiamo che ammirare il fatto
che Dio è grande, la cui grandezza non ha limiti, essendo Egli la massimità
assoluta, come + autore e conoscitore di tutte le opere sue, ne è anche
il fine, cosicché tutto è in Lui, e nulla è fuori di Lui,
che è principio, mezzo e fine di tutte le cose, centro e circonferenza
delluniverso, cosicché nelle cose Egli solo è da cercarsi,
poiché senza di Lui tutto è il niente, sicchè dato Lui,
tutto è dato, per il fatto appunto che Egli è tutto, per Lui tutto
si può conoscere, perché Egli è la verità di tutte
le cose.