Crop
Circle a Delia, 9 giugno 2005
di
Salvatrice Migliaccio & Vito Pietro Di Stefano
LE
FOTO
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E’
ora di pranzo, ma un ufologo che si rispetti sa che una stranezza, naturale
o meno, non ha le consuete pause umane. E lo sa anche il nostro coordinatore
regionale CUN, Dott. Consolante, che chiama al telefono e dice: “C’è un
presunto crop a Delia (CL): ci potete andare subito, prima che i curiosi
distruggano tutto?”
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Gli
ordini sono ordini ed i tempi stretti; si prepara tutto e si parte io, Vito
Piero Di Stefano e mia moglie, Salvatrice Migliaccio, socia CUN anche lei
e Presidente dell’ Associazione Culturale IMPRONTA. Andiamo a Delia; non
ci siamo mai andati, è verso Caltanissetta, prendendo la scorrimento veloce
per Agrigento; per strada comincia a piovere, ma continuiamo, sperando che
nella zona del cerchio non sia successo nulla. Al cavalcavia 10 troviamo
i testimoni del ritrovamento che ci conducono nel campo a circa 1 Km da
Delia ove si trova il crop. Il posto è non particolarmente frequentato,
anche se c’è la provinciale per Agrigento e da come è combinato il crop
è anche difficoltoso notarlo tranne che per chi ci passa regolarmente. Se
ne è accorta prima di tutte la sorella dei nostri accompagnatori, la domenica
precedente (05/06/2005); probabilmente trovandosi dal lato passeggero e
non essendo impegnata nella guida, guardando si è accorta della prospettiva
strana offerta dal crop ed ha fatto fermare il marito per controllare meglio
la cosa.
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Il
crop, per come si evince dal rilievo effettuato sono tre: uno grande e due
più piccoli: la forma globale ricorda quella di un cane con collare che
gioca con un osso! Ovviamente la fantasia galoppa, ma non troviamo un’altra
descrizione breve per ricordarlo. In effetti una cosa strana si nota, ed
è appunto il collare: di spessore costante di un metro e che stacca il crop
grande da quello medio.
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Per
una migliore comprensione informiamo i lettori che la strada provinciale
è verso il basso del crop a circa una trentina di metri di distanza. Il
terreno degrada leggermente dall’alto verso il basso e non ci sono pozzanghere
anche se ha piovuto leggermente. Le spighe, dalla parte sinistra dell’immagine
passano repentinamente da verticali a coricate, mentre dalla parte destra
sono, come dire, appoggiate sulle altre; Il sospetto è che sia stata una
forma di piccola tromba d’aria che abbia scombinato le spighe, ma anche
se la figura non ha una forma particolare e geometricamente apprezzabile,
il “collare” è strano, in quanto è perfettamente uniforme e di spessore
costante, come dicevamo, di un metro. Le spighe sono coricate da sinistra
a destra, tutte, tranne una "figura che si trova al centro delle zampe e
che è particolare: rappresenta tre cerchi di circa 1 metro di diametro disposti
a triangolo e con al centro un altro cerchio più grande. In questi cerchi
le spighe sono disposte in modo rotatorio ed in qualche modo un po’ confuso.
Poi il resto segue i canoni degli altri crop, veri o falsi che siano.
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Le
spighe, infatti, così come altri tipi di erbe a stelo lungo, sono piegate
verso terra perché hanno i nodi rigonfi solo da un lato, come se ci fosse
stato un qualcosa (forse una classica radiazione a microonde) posta a sinistra
dei crop che ha fatto piegare le spighe verso destra. Una eventuale spiegazione
ortotropica della curvatura dei nodi non trova, secondo noi, una giustificazione
valida in quanto le spighe non presentavano una piegatura dei nodi tale
che da terra consentisse loro di rielevarsi in verticale, ma le piegature
erano tali che favorivano il coricamento delle stesse spighe. Le analisi
fatte sui campioni non hanno evidenziato sostanze particolari, non solo
per i quattro (almeno) giorni trascorsi dal primo avvistamento, ma anche
per la pioggia che, anche se in quantità modesta, ha dilavato eventuali
tracce rimaste sulle spighe e nel terreno. La conclusione del vero/falso
non è agevole e non è affatto scontata, in quanto anche se il disegno non
è particolare come complessità ed organizzazione e farebbe propendere per
una causa naturale, alcuni particolari, già descritti precedentemente, comunque,
sono da considerare strani e meritano di essere ricordati in occasione di
altre possibili future evenienze.
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Salvatrice Migliaccio,
Presidente Associazione Culturale IMPRONTA
e socia CUN
Di
Stefano Vito Piero,
Coord. CUN - Palermo
