Uno dei più grandi enigmi della storia nazista
Quella che stiamo per raccontarvi
è una storia poco conosciuta ma certamente ricca di fascino, in cui realtà
e leggenda si mescolano dando vita a qualcosa di davvero straordinario. Ciò
che riporteremo dovrà essere considerato, come dicevano i latini, cum
grano salis nel senso che alcune vicende dovranno essere lette e assimilate
con la dovuta cautela. Quello che possiamo dire con certezza è che, se
i viaggi e le spedizioni di cui ora parleremo sono effettivamente documentati,
non sapremo mai se la Base 211 sia stata davvero costruita o se si tratti solo
di una leggenda. Da un punto di vista puramente personale, lautore del
presente testo ritiene buona parte della narrazione con molta probabilità
autentica, tenendo anche conto degli enormi progressi tecnologici compiuti dai
nazisti nel giro di pochi anni: basti pensare ai sommergibili «Type XXI»,
alle «V-2» di Nordhausen o ancora ai «Foo Fighters».
Ad ogni modo, cercheremo per quanto possibile di analizzare ciascun avvenimento,
personaggio e unità in maniera critica e razionale, confrontando parallelamente
più fonti, per quanto le informazioni reperibili sulla Base 211 non siano
così copiose. Scettico o meno, siamo certi che alla fine di questo documento
il nostro lettore sarà rimasto affascinato dai fatti che ci avviamo a
raccontare.
Gli inizi
Siamo negli anni immediatamente precedenti la Seconda Guerra Mondiale, i nazisti di Adolf Hitler aspirano a diventare la prima potenza europea e per farlo guardano soprattutto allestensione territoriale; lannessione dellAustria col famoso Anschluss sarebbe stato solo uno dei tanti esempi. Hitler era infatti un attivissimo propugnatore della teoria dello «spazio vitale», necessario alla sopravvivenza stessa del Terzo Reich. Se tutti sanno che lEuropa sarebbe presto finita sotto gli artigli della svastica, non molti ricordano che i nazisti erano supportati da parecchi governi sudamericani (come Argentina o Paraguay) mentre quasi nessuno è al corrente del fatto che i tedeschi volevano impadronirsi cosa che poi hanno fatto, almeno in parte dellAntartide! LAntartide, raggiunto per la prima volta da Ross nel 1839, era allepoca una delle aree meno conosciute del pianeta e il fatto che la ripartizione di quei territori non fosse stata ancora stabilita da alcuna legge internazionale faceva sì che unoccupazione fisica degli stessi ne comportasse automaticamente lacquisizione. I nazisti dunque fremevano al pensiero di muoversi verso quelle terre e rivendicarne la proprietà una volta giunti sul posto; unazione di quel genere avrebbe ovviamente avuto una risonanza politica a livello mondiale, a sottolineare ancora una volta la predominanza e la determinazione degli uomini del Führer (è bene dire che la prima missione antartica tedesca risale allanno 1873). Organizzare una spedizione militare in un clima di tensione come quello del momento non avrebbe fatto altro che incrinare prima del tempo i rapporti con gli anglo-americani, per cui fu decisa una spedizione civile per il 1938, in collaborazione con la Lufthansa. Il comando fu affidato al capitano Alfred Ritscher, il quale aveva già dimostrato abilità ed esperienza durante precedenti spedizioni nellarea artica. Una nave fu appositamente modificata nei cantieri di Amburgo per la missione: si trattava di un mercantile riconvertito per il lancio di un paio di idrovolanti. Il nome dato allunità fu Schwabenland (il cui significato è Svevia) e i componenti del suo equipaggio vennero selezionati e preparati direttamente dalla Società Tedesca per la Ricerca Polare. Tutto faceva presagire insomma una missione in grande stile. Il contrammiraglio Richard Byrd, grande esperto americano dei territori polari, fu invitato dai vertici tedeschi a partecipare alla spedizione ma lo statunitense, dopo aver visionato unità, equipaggio e pianificazione, decise di declinare lofferta. Byrd allepoca era considerato quasi un mito: era stato il primo uomo a sorvolare il Polo Sud, nel 1929.
La missione della Schwabenland
La Schwabenland lasciò Amburgo il 17 dicembre 1938 con a bordo ingegneri, biologi, idrografi e cartografi e, dopo poco più di un mese, raggiunse la banchisa antartica il 20 gennaio seguente, nella posizione 69° 10 S, 4° 15 W. La nave era stata realizzata per essere in grado di imbarcare, lanciare (mediante catapulta a vapore ad una velocità di 150 km/h) e recuperare, mediante sollevamento dallacqua, lidrovolante «Wal», della ditta Dornier. Si trattava di un velivolo ad abitacolo scoperto, felicemente utilizzato in passato per il servizio postale e con unautonomia di circa 2.200 km. Durante le settimane successive i due «Wal» (i cui nomi erano Boreas e Passat) effettuarono una quindicina di voli coprendo una superficie compresa tra i 325.000 e i 600.000 chilometri quadrati di territorio (i dati in proposito sono contrastanti) e scattando 11.000 fotografie delle aree sorvolate con le speciali fotocamere Zeiss installate a bordo. Una tale raccolta di dati permise, fra le altre cose, di aggiornare considerevolmente le vecchie mappe. Come se non bastasse, furono letteralmente centinaia le bandiere naziste disseminate in volo sulle varie zone, il cui scopo altro non era che dimostrare la paternità delle terre. Le bandiere erano infatti fornite di una base pesante e appuntita che permettesse una facile penetrazione nel ghiaccio. Lintero territorio coperto dallesplorazione tedesca fu denominato Neu-Schwabenland ovvero Nuova Svevia. Furono scoperte con soddisfazione alcune aree relativamente libere dai ghiacci, ricche di vegetazione e di sorgenti calde sotterranee. Dopo un mese, a metà febbraio del 1939, il gruppo lasciò lAntartide e iniziò il viaggio di ritorno, durante il quale Ritscher e la sua equipe pianificarono una nuova spedizione, che però non avrebbe avuto luogo a causa dello scoppio del Secondo Conflitto Mondiale. Il viaggio di ritorno durò comunque il doppio di quello di andata, poiché alcuni scienziati vennero sbarcati in Sud America per pianificare con ordine e calma nuove spedizioni. E interessante osservare che almeno una parte dei territori raggiunti dai tedeschi fossero già stati scoperti dai norvegesi nel 1931: tale regione è stata poi rinominata Terra della Regina Maud nel 1957, in accordo al Trattato Antartico. Probabilmente, però, i norvegesi riuscirono ad esplorare sono una piccola area, a differenza della missione a più ampio raggio dei nazisti.
La Base 211
Linteresse verso il continente antartico era comunque destinato ad aumentare in quanto nel 1940, dunque a guerra già cominciata, ebbero luogo diverse spedizioni segrete verso le zone già esplorate da Ritscher, utilizzando le baie a nord-ovest delle montagne Muhlig-Hoffman come punti dattracco. Sembra che, durante una delle missioni, sia stato scoperto una sorta di lungo canale sottomarino che attraversava tutto il continente antartico, spingendosi addirittura fino alla Nuova Zelanda nellestremità opposta; fra laltro, questo tunnel sarebbe stato perfettamente adatto alla navigazione subacquea e fu anche per questo che gli uomini di Hitler maturarono lidea di edificare una base segreta e superprotetta nei meandri di tale canale: la leggendaria Base 211, chiamata anche e non a caso, dato che da essa sarebbe dovuta idealmente rinascere la grandezza del Terzo Reich Nuova Berlino. I vantaggi strategici di una simile posizione erano indiscutibili: non solo una base sotterranea sarebbe stata estremamente difficile da individuare ma, lungo il canale, si aprivano continuamente gigantesche grotte naturali (formatesi grazie allo scioglimento dei ghiacci provocato dallattività geotermica della regione), potenzialmente sfruttabili per molteplici scopi. Si dice addirittura che una delle caverne fosse estesa per 50 km al di sotto di un lago caldo. Le fonti dicono che la costruzione dellinstallazione sarebbe cominciata nel 1942, contemporaneamente alla realizzazione di unopera analoga su un altopiano delle Ande, presumibilmente in Argentina. Al supporto logistico provvedevano esclusivamente gli «U-Boote», i quali potevano con relativa facilità eludere la sorveglianza nemica, spingendosi fino ai territori dellAmerica Meridionale o più a sud fino allAntartide. E plausibile che i comandanti dei sommergibili tedeschi avessero acquisito una sufficiente esperienza durante le campagne navali allinterno del circolo polare artico (la presenza di iceberg si manifesta già a circa 200 chilometri a nord della Norvegia) o nel Mar Baltico. A partire dalla sconfitta subita a Stalingrado, i vertici tedeschi cominciarono a prendere sempre più in considerazione lopzione fuga, e una delle mete ideali sarebbe stata naturalmente la sicura Nuova Berlino, anche alla luce del possibile supporto che avrebbero potuto ricevere dai governi filonazisti del Sud America. Con linizio del 1944 iniziarono dunque importanti spedizioni verso la Base 211, sovvenzionate niente di meno che dalle SS. Unaura di mistero circonda la natura del materiale trasportato a bordo di quegli «U-Boote»: cè chi parla di parti di aerei militari che sarebbero stati rimontati una volta giunti a destinazione mentre altri dicono che a bordo ci fossero elementi di dischi volanti. Non è un segreto, infatti, che i tedeschi siano stati precursori nella costruzione di velivoli aerei non convenzionali e di mezzi che oggi definiremmo UFO (Unidentified Flying Objects).
Gli ultimi sommergibili del Führer
Lultimo convoglio di sommergibili
tedeschi lasciò la Germania alla fine dellaprile 1945, nel tentativo
di mettere in salvo quel poco che rimaneva dellormai sconfitto Reich.
Cè addirittura chi afferma che anche Hitler si sarebbe imbarcato
su quei battelli, tesi che però non ci sembra sostenibile in base alle
analisi effettuate sui cadaveri di Adolf Hitler ed Eva Braun e anche in accordo
alle numerose testimonianze rilasciate da tedeschi e sovietici ai vertici dei
rispettivi governi. Comunque sia, è certo che lultimo gruppo partito
fosse costituito da almeno due sommergibili: lU-530 del capitano Otto
Wermuth e lU-977 del capitano Heinz Schaeffer. E poi intercorso
un periodo di circa tre mesi durante il quale non si seppe più nulla
dellU-977 (lultimo contatto risale al 2 maggio, quando il sommergibile
lasciò Kristiansand, Norvegia), dopodiché il sommergibile venne
consegnato dallequipaggio completamente vuoto agli ufficiali della Marina
Argentina, dunque parecchio tempo dopo la resa ufficiale dei tedeschi (avvenuta
l8 maggio). Lipotesi più accreditata è che i sommergibili
trasportassero persone e materiali di una certa importanza, che sarebbero stati
sbarcati presso la Base 211, dopodiché sarebbe avvenuta la consegna definitiva
dei battelli agli argentini. Alti ufficiali della U.S. Navy raggiunsero lArgentina
per interrogare gli equipaggi nazisti e, sebbene il comandante Schaeffer abbia
ripetutamente negato di aver trasportato qualcosa o qualcuno di speciale, non
è da escludere che qualche membro dellequipaggio abbia alla fine
confessato. Sembra inoltre che lU-530 e lU-977 non siano stati gli
unici sommergibili operanti nellAtlantico Meridionale ad aver ritardato
la resa, anche se i casi documentati sono solo questi due. Alcune agenzie di
stampa dellepoca parlavano di sommergibili tedeschi operanti nellarea
antartica anche a distanza di un anno dalla fine delle ostilità in Europa.
Nonostante i rapporti tedeschi non parlino ovviamente di sommergibili diretti
in Antartide, le informazioni degli almanacchi navali ufficiali non contrastano
con quanto da noi narrato. Riportiamo di seguito la vita operativa delle due
unità U-530 e U-977 (fonte: Almanacco dei sommergibili di A. Turrini,
pubblicato sulla Rivista Marittima, vd. Bibliografia), osservando come i due
sommergibili siano stati consegnati rispettivamente due e tre mesi dopo la resa
della Germania.
Perché questo ampio ritardo? Fin dove possono essersi spinti i battelli
nel frattempo?
U-530, Type IX C/40
Autonomia di 11.400 miglia a 12 nodi in superficie, consegnato il 14 ottobre
1942.
Entrò in servizio al comando di K. Lange. Nel gennaio 1945 il comando
passò ad O. Wermuth. Effettuò 5 missioni di guerra affondando
due mercantili. Alla cessazione delle ostilità era in missione al largo
di Long Island e diresse a sud raggiungendo Mar del Plata, Argentina, il 10
luglio 1945. Lequipaggio fu internato e il battello fu consegnato agli
Stati Uniti.
LU-530 fu utilizzato come unità bersaglio e affondato nel 1947.
U-977, Type VII C
Autonomia di 6.500 miglia a 12 nodi in superficie, consegnato il 6 maggio 1943.
Entrò in servizio al comando di H. Leilich. Nel marzo 1945 il comando
passò ad H. Schaeffer. Effettuò una sola missione di guerra, peraltro
infruttuosa. Alla cessazione delle ostilità il sommergibile era in missione
al largo delle coste norvegesi. Invece di dirigere verso le coste britanniche
o tedesche, come ordinatogli, mise la prora a sud e si diresse in Argentina
dove arrivò nel Mar del Plata il 17 agosto 1945. Battello ed equipaggio
furono dapprima internati in Argentina e quindi consegnati agli Stati Uniti.
LU-977 venne affondato nel 1946.
LOperazione High Jump
Più di un anno dopo la consegna dellU-977, nel 1946 scattò lOperazione High Jump, la più grossa operazione militare che gli statunitensi abbiano mai effettuato in Antartide (perché mai una missione così impegnativa dopo una Seconda Guerra Mondiale tanto terribile e dispendiosa, perché mai tanta urgenza?). Ufficialmente lo scopo della missione era quello di addestrare il personale e testare nuovi materiali in condizioni climatiche polari, ma quasi certamente lobiettivo reale era un altro: togliere di mezzo una volta per tutte la colonia tedesca che si era instaurata in quellarea dimenticata dal mondo. La spedizione era guidata scherzo del fato dal contrammiraglio Byrd, probabilmente anche perché conosceva nel dettaglio lorganizzazione nazista in Antartide (ricordiamo che Byrd era stato invitato in Germania durante i preparativi della missione di Ritscher). Byrd però era più che altro una guida simbolica, il comando prettamente militare fu affidato allammiraglio Richard Cruzen. Più che una missione esplorativa, High Jump era una missione di guerra. Il 2 dicembre 1946 salpò da Norfolk, Virginia, una grossa flotta composta da: una portaerei (la USS Philippine Sea), due cacciatorpediniere (USS Brownsen e USS Henderson), due rompighiaccio (USCGC Burton Island e USCGC Northwind), quattro navi da supporto logistico (USS Yankee, USS Merrick, USS Canisted, USS Capacan), una nave per comunicazioni (USS Mt. Olympus), un sommergibile (USS Sennet, classe «Balao») e due navi per appoggio idrovolanti (USS Currituck e USS Pine Island); a questo si aggiungevano, imbarcati, sei elicotteri e dodici aerei (di cui la metà idrovolanti), oltre ad almeno una muta completa di cani da slitta. Furono imbarcate provviste per ben 18 mesi e vi presero parte almeno 4.700 soldati. A questo punto sono due le possibili versioni del prosieguo, una verosimile ma sospetta e laltra fantasiosa. La prima (quella ufficiale) afferma che gli americani abbiano sorvolato e tracciato carte aggiornate di ben 1.300.000 chilometri quadrati di territorio; poi il peggioramento delle condizioni meteo avrebbe spinto la spedizione a far ritorno in patria. Una mobilitazione di quasi cinquemila persone solo per un tale scopo ci sembra un po unesagerazione. La seconda tesi, riportata da parecchi autori, è notevolmente più fantasiosa. Gli americani sarebbero sbarcati lungo le coste della Nuova Svevia e sarebbero incappati nei leggendari dischi volanti tedeschi «Haunebu» (uno o più di essi). Il racconto continua con un epico scontro tra i dischi e le forze armate convenzionali statunitensi, che nulla poterono contro nemici tecnologicamente più avanzati. La storia dice anche che durante uno dei suoi voli attorno al Polo Sud, Byrd ed il suo operatore radio sarebbero stati obbligati ad atterrare da due dischi volanti. Una volta scesi, due uomini bassi e biondi li avrebbero scortati sottoterra, nella Base 211, dove fu loro ordinato di consegnare il seguente messaggio al loro governo: «Fermate immediatamente le esplosioni di armi nucleari altrimenti farete esperienza di tempi molto difficili in futuro». Al di là di quanto affermato dagli immancabili teorici della cospirazione, i rapporti ufficiali della missione High Jump riportano che un aereo precipitò provocando la morte di tre uomini, un quarto uomo morì sul ghiaccio per cause non precisate e due elicotteri precipitarono senza conseguenze fatali per lequipaggio. Anche se gli imprevisti sono inevitabili, sembrano un po troppi per una missione semplicemente esplorativa Dopo tre settimane dallo sbarco, gli americani si sarebbero reimbarcati sulla via del ritorno, raggiungendo gli Stati Uniti nel febbraio del 1947. Byrd fu interrogato dai servizi segreti subito dopo essere stato accolto pubblicamente dal segretario della Difesa James Forrestal. Sembra, ma non è confermato, che il 5 marzo 1947 sul giornale El Mercurio di Santiago del Cile sia apparsa unintervista a Byrd, di cui riportiamo un breve tratto: «Gli Stati Uniti sono stati costretti a difendersi da caccia nemici provenienti dalle regioni polari [ ] e nelleventualità di una nuova guerra, gli USA verrebbero attaccati da caccia in grado di volare da un polo allaltro a velocità incredibile».
Gli UFO tedeschi: qualcosa di vero cè
Potremmo continuare per parecchie
decine di pagine riportando altre testimonianze ed altre leggende,
ma in questa sede reputiamo doveroso parlare soltanto di episodi che, almeno
in linea di massima, possano essere avvalorati da fatti realmente accaduti.
Certo è questo è un dato di fatto che a partire
dalla fine della Seconda Guerra Mondiale gli avvistamenti di UFO (che certamente
nella quasi totalità dei casi sono frutto della fervida immaginazione
della gente!) sono aumentati in maniera incredibile, con parecchie segnalazioni
giornaliere.
A nostro modesto parere, nessun alieno o disco volante appartenente ad altri
sistemi solari è mai giunto fino a noi, ma si trova soltanto nella fantasia
di coloro che vedono mostriciattoli verdi ovunque. Ci sembrerebbe molto più
probabile che quella minuscola percentuale di avvistamenti UFO davvero validi
sia dovuta al volo di mezzi militari sperimentali, forse derivanti da quei fantomatici
prototipi tedeschi razziati nel momento in cui USA e URSS raggiunsero Berlino
mettendo fine al conflitto europeo, o magari riportati indietro proprio dallAntartide.
Daltro canto, non dimentichiamo che lamministrazione statunitense
ha recentemente confermato in maniera ufficiale e definitiva lesistenza
della celeberrima Area 51. Esistono video che mostrano oggetti volanti capaci
di muoversi in maniera indubbiamente non convenzionale. Probabilmente lArea
51 insieme a chissà quali altre installazioni altro non
è che frutto di ciò che gli americani riuscirono a depredare,
in termini di tecnologia, ai tedeschi.
Non dimentichiamo che, se gli USA hanno messo piede sulla Luna prima dei sovietici,
moltissimo lo devono anche al brillante von Braun, le cui grandi capacità
di esperto in missilistica furono messe al loro servizio. O ancora, qualunque
esperto in unità subacquee non potrà negare lenorme contributo
che i «Type XXI» tedeschi hanno dato alla successiva evoluzione
del sottomarino moderno.
Conclusioni
Dopo aver raccontato una storia intrisa di realtà e fantasia, ci piace concludere il presente articolo riassumendo solo le vicende realmente accadute, lasciando tutte le conclusioni del caso al lettore che, ne siamo sicuri, le valuterà in maniera oggettiva e razionale:
a) I tedeschi si sono recati numerose
volte in Antartide, acquisendo notevoli dosi di conoscenza ed esperienza sul
campo.
b) Il 17 dicembre 1938 partì la missione che avrebbe permesso ai nazisti
di fotografare e campionare una vastissima area dellAntartide, oggi nota
come Terra della Regina Maud.
c) Almeno due sommergibili ritardarono la resa del 45 di non meno di un
paio di mesi, rimanendo in mare per ragioni ignote.
d) Il 2 dicembre 1946, appena un anno dopo la fine dellultima colossale
e dispendiosa Guerra Mondiale, scattò la missione statunitense High Jump
alla quale presero parte, nonostante fosse ufficialmente solo una spedizione
scientifica e di addestramento, una portaerei, undici navi, un sommergibile,
sei elicotteri e dodici aerei: destinazione Antartide. Per cause ancora sconosciute,
quattro uomini persero la vita e tre velivoli andarono distrutti.
Bibliografia
Libri
Gary Hyland, I segreti perduti della tecnologia nazista, Newton&Compton,
2002.
Alessandro Turrini, Almanacco dei sommergibili, Rivista Marittima, 2002-2003.
Siti Web
The Antarctic Enigma, Nazi UFOs, Flying Saucers, Aliens
Armi e Progetti Segreti del Terzo Reich
Flug Revue Online
Forgotten Battles: The Campaigns: Newschwabenland
Nazi UFOs & Wonder Weapons
The OMEGA File: NAZI BASES IN ANTARCTICA